Il mistero irrisolto dell’11 settembre: “Il WTC 7 ospitava la CIA ed è crollato per un incendio” | Amb. Carnelos

Quella mattina del settembre 2001, l’ambasciatore Marco Carnelos stava camminando sulla First Avenue di Manhattan – dalla 54ª verso la 44ª strada, dove si trovano gli uffici della rappresentanza italiana all’ONU – quando sentì un aereo passargli sopra la testa a quota insolitamente bassa. Salì in ufficio senza darci troppo peso. Poco dopo, il mondo intero avrebbe capito.

“Quella manovra non sarei stato in grado di farla

Il primo dei tre interrogativi che Carnelos porta con sé da quel giorno riguarda la manovra compiuta dal secondo aereo per colpire la Torre Sud. Il giorno successivo agli attacchi il New York Times ne pubblicò la ricostruzione grafica. Un pilota di altissimo profilo – già membro della Pattuglia Acrobatica Nazionale – che l’aveva esaminata fu netto: “Io quella manovra non sarei stato in grado di farla”.

Il Pentagono e le telecamere mancanti

Il secondo nodo riguarda il Pentagono. La versione ufficiale descrive un aereo che si avvicinò all’edificio militare volando a pochi metri da terra prima dell’impatto. Eppure fra le 300-400 telecamere installate intorno al complesso – sui lampioni, nelle stazioni di servizio, lungo tutto il perimetro – nessuna avrebbe catturato un fotogramma inequivocabile dell’aereo in avvicinamento. Non è un dubbio isolato: è già stato rilevato che la sequenza di immagini resa pubblica nel 2006 riguardante l’impatto contro il Pentagono non consente di individuare chiaramente che tipo di oggetto abbia colpito l’edificio, e le registrazioni di alcune telecamere del traffico autostradale che inquadravano il tratto attraversato dall’aereo non sono mai state rese pubbliche.

Il terzo edificio che nessuno ricorda: il WTC 7

Il terzo e più articolato nodo è quello che si rivela con un semplice quesito: quanti edifici sono crollati a New York l’11 settembre? La risposta istintiva è quasi sempre due. Quella corretta è tre.

Il WTC 7 non fu mai colpito da nessun aereo, eppure crollò nel pomeriggio dello stesso giorno. Alle 17:20 l’edificio di 47 piani cominciò a cedere, con il collasso della penthouse est, e il resto della struttura seguì nel giro di pochi secondi. La spiegazione ufficiale del NIST indica che incendi incontrollati, innescati dalle macerie delle Torri Gemelle e aggravati dall’assenza di acqua negli impianti antincendio, produssero la dilatazione e il cedimento di alcuni solai, togliendo il supporto laterale alla colonna strutturale numero 79 e causando il collasso progressivo dell’intera struttura.

Il paragone con la Grenfell Tower di Londra – bruciata per ore senza cedere strutturalmente – alimenta il dubbio sulla tenuta dell’acciaio americano sotto l’effetto del fuoco. L’ipotesi della demolizione controllata resta sullo sfondo del dibattito, senza prove definitive in nessuna direzione.

Ciò che è documentato è chi occupava quell’edificio: il WTC 7 ospitava un ufficio segreto della CIA, oltre a uffici del Dipartimento della Difesa, dei Servizi Segreti e di altre agenzie federali americane. Il palazzo fu evacuato prima del crollo e non si registrarono vittime. Le automobili blindate del Secret Service parcheggiate nel seminterrato, tuttavia, furono completamente distrutte – e fu proprio questa perdita, non l’attentato in sé, a imporre il rinvio di circa due mesi dell’Assemblea Generale dell’ONU, rimasta priva dei mezzi necessari per garantire la sicurezza delle delegazioni straniere.

Tre domande aperte, a oltre vent’anni di distanza, per chi era lì quella mattina sulla First Avenue.