Pietrangelo Buttafuoco ha fatto cadere la maschera ai “patrioti”

Onore massimo a Pietrangelo Buttafuoco, che ha impartito una lezione da manuale al giullaresco e pavido governo della destra neoliberale e atlantista di Giorgia Meloni, genuflessa pateticamente a Washington, a Israele e all’Ucraina. Si definiscono pomposamente patrioti, ma il loro — non mi stanco di sottolinearlo — è un patriottismo di cartapesta dietro al quale si nasconde il più bieco servilismo rispetto all’Unione Europea e a Washington, a Israele e all’Ucraina.

Buttafuoco ha avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di ammettere la Russia alla Biennale di Venezia e, oltre a ciò, di resistere all’ondata infinita di polemiche che si è sollevata contro di lui e contro la sua sacrosanta e coraggiosissima scelta. La grandezza di un uomo, si sa, si misura anche dalla fedeltà alle proprie scelte e alle proprie idee. Diceva Ezra Pound che un uomo che non sia disposto a battersi per le proprie idee non vale nulla, o forse non valgono nulla le sue idee.

La difesa della civiltà

In un suo recente discorso, con il quale è tornato a difendere la propria scelta, Buttafuoco ha magistralmente spiegato che non possiamo buttare alle ortiche la storia della nostra civiltà per essere compiacenti rispetto al potere dei politicanti contemporanei. Buttafuoco ha altresì dichiarato che l’essenza della nostra civiltà consiste anche nell’apertura alle civiltà altrui e dunque nel dialogo con esse, non certo nella chiusura carapacica a ogni alterità.

La cultura e la circolazione delle idee debbono sempre e comunque essere difese, a prescindere dai conflitti in atto, a prescindere dal fatto che le idee arrivino dalla Russia o da Israele, dall’Ucraina o dalla Cina. La censura dell’arte e della cultura è sempre ineludibilmente un gesto infame che rivela in forma adamantina la barbarie di chi lo pratica.

Contro i barbari del potere

Senza esagerazioni possiamo asserire che Pietrangelo Buttafuoco ha magnificamente difeso i capisaldi della nostra civiltà contro i barbari che, occupando ormai i posti del potere, si stanno battendo con solerzia per smantellarla, ovviamente coprendo il loro nefando e deplorevole operato con i nomi gloriosi della democrazia e della libertà.

Dunque, una volta di più, senza ambagi: Buttafuoco agì con massima dignità, difendendo la dignità della nostra nazione, opponendosi alla nefanda propaganda che vuole liquidare la Russia e la sua cultura. Si può criticare la Russia, certamente; si può perfino essere contro Putin e contro la Russia, d’accordo. Ma guai ad andare a censurare le idee, la cultura e l’arte.

RadioAttività, Lampi del Pensiero Quotidiano | Con Diego Fusaro