Le lacrime di Gasperini in conferenza stampa, prima di Roma-Atalanta, aggiungono un nuovo capitolo alla brutta storia che vive la società giallorossa fuori dal campo di gioco. I rapporti tra Gasperini e Ranieri sono ai minimi termini, il nervosismo è palpabile, ma c’è da giocare una partita importante per la lotta Champions. Il momento della Roma e la conferenza di Gasperini sono anche legati all amancanza di risultati per Franco Melli: “Sono attraversato da sensazioni contraddittorie, piangendo per l mondo perduto quello dell’Atalanta, significa che lui non ha trovato affetto e comprensione a Roma, ma qualche congiurato. Le lacrime potrebbero essere terapeutiche, nella narrazione del povero Gasperini coi nervi a pezzi, in caso di vittoria sarebbe l’eroe che ha vinto nonostante tutto. Il manicomio che si è creato nella Roma credo che abbia trovato grandissimo spazio in mancanza dei risultati che la gente si aspettava”.

Stefano Agresti sottolinea l’aspetto umano: “A me è sembrata una cosa molto umana, sono professionisti ma dietro sono anche uomini con dei sentimenti. Evidentemente il legame con Percassi è un legame consolidato, di intesa professionale e anche umana, seno non stai 9 anni insieme. Le lacrime sono una reazione umana che però sono laterali rispetto al futuro della Roma in questo campionato. A Gasperini si chiede di andare in Champions”.

Il rammarico di Furio Zara che vede la storia romana di Gasperini, e forse anche di Ranieri al tramonto: “Con tutto quello che è maturato in questi giorni, le lacrime di Gasperini rappresentano una squadra sull’orlo di una crisi di nervi, con un tutti contro tutti e due signori di 70 anni che fanno volare stracci. La delusione di Gasperini è enorme, non ci sono modi per ricostruire un rapporto distrutto non tanto dal mercato, ma dal rapporto umano”.