SIMEONE-VINICIUS: IL BOTTA E RISPOSTA CONTINUA – Tutto è iniziato l’8 gennaio 2026, durante la semifinale di Supercoppa a Gedda, che ha visto i blancos imporsi per 2-1 sui colchoneros. La vittoria, però, non è stata ricordata solo per il risultato, ma soprattutto per un acceso diverbio tra Vinicius Jr. e l’allenatore dell’Atletico, Diego Simeone.
Secondo la ricostruzione di Marca, l’episodio è scaturito nel secondo tempo, nei pressi della panchina dell’Atletico. Vinicius, visibilmente irritato da alcune decisioni arbitrali, stava protestando quando Simeone ha pronunciato una frase durissima nei suoi confronti: “Florentino ti caccerà via, ricordati quello che ti dico“.
Il brasiliano ha reagito inizialmente con un sorriso ironico, ma la tensione è esplosa pochi minuti dopo, al momento della sostituzione. Uscendo dal campo tra i fischi del pubblico, Vinicius ha incrociato nuovamente Simeone, che, portandosi la mano all’orecchio, gli ha gridato: “Ascolta!“. L’episodio ha provocato un parapiglia sedato solo dai cartellini gialli mostrati dall’arbitro.
Nel post-gara, Xabi Alonso, allora tecnico dei blancos, ha preso posizione senza mezzi termini: “Cerco sempre di rispettare gli avversari, ma quello che ho sentito dire a Vinicius non mi è piaciuto. Va oltre lo sport, ci sono limiti che non si possono superare“. Le parole di Alonso hanno sottolineato come, anche nel calcio di alto livello, ci siano confini di rispetto che non possono essere violati.
Vinicius-Simeone, è ancora scontro: cosa si sono detti e la vendetta del brasiliano
Il confronto tra i due protagonisti non si è fermato lì. Durante la gara di ritorno di Liga, il Real Madrid ha nuovamente avuto la meglio, grazie a una doppietta decisiva di Vinicius al 52′ e al 72′, che ha permesso ai blancos di consolidare il vantaggio sugli storici rivali.
Al momento della sostituzione, lo stesso Vinicius ha passato davanti alla panchina di Simeone, lanciando una battuta ironica: “Mi venderanno, mi venderanno!“, trasformando il siparietto iniziale in una sorta di vendetta sottile, ma simbolica.










