Dopo il successo per 2-1 del Genoa contro la Roma, il tecnico rossoblù Daniele De Rossistorica bandiera giallorossaha raccontato in conferenza stampa le sensazioni di una serata dal forte impatto emotivo.

Durante la partita l’allenatore del Genoa è apparso particolarmente acceso in panchina: urla, proteste e continue indicazioni ai suoi giocatori hanno scandito l’intero incontro. Un atteggiamento che si è improvvisamente trasformato in immobilità nei momenti più decisivi, quelli dei due gol della sua squadra. Un comportamento che può sembrare paradossale, ma che lo stesso De Rossi ha voluto spiegare chiaramente.

Non sono dispiaciuto di aver battuto la Roma, ma non esultare era il minimo“, ha dichiarato. “Lo devo ai miei tifosi e ai miei giocatori, che mi hanno dato la possibilità di allenare una squadra di alto livello in Serie A. Per questo meritavano rispetto e contegno“.

L’ex capitano giallorosso ha poi parlato anche del suo rapporto con l’ambiente romanista e delle prospettive future, lasciando trasparire l’affetto che continua a legarlo alla piazza.

Per due partite l’anno giochiamo contro e io proverò sempre a vincere. Ma per me si torna amici come prima. Mi mancano sempre molto: spero che un giorno tiferemo la stessa squadra per 38 partite all’anno. Credo sia il sogno di molti».