Al Congresso dei Deputati, il presidente del Governo Pedro Sánchez ha ribadito con forza la posizione spagnola sulla guerra in Medio Oriente: “No alla guerra”.

Sánchez ha definito l’intervento militare contro l’Iran “assurdo e illegale“, peggiore persino della guerra in Iraq del 2003 per le sue potenziali conseguenze globali. Ha accusato gli Stati Uniti e Israele di aver destabilizzato la regione, minato il diritto internazionale e provocato sofferenze umanitarie immense, paragonando la distruzione che Israele intende infliggere al Libano a quella già vista a Gaza. Ha inoltre criticato duramente l’atteggiamento di alcuni leader internazionali, pur confermando il sostegno della Spagna alle misure europee di risposta alla crisi e mantenendo il Paese saldamente nell’Alleanza Atlantica. Durante il dibattito, la portavoce di EH Bildu, Mertxe Aizpurua ha apprezzato l’opposizione ferma di Sánchez alla guerra, ma gli ha chiesto di spingersi oltre, proprio sull’Alleanza Atlantica.

“E’ il momento di uscire dalla NATO”

Rivolgendosi direttamente al premier, la deputata lo ha invitato a essere il primo in Europa a proporre l’uscita della Spagna dalla Nato e ad aprire un dibattito profondo sull’autonomia strategica europea come progetto futuro. Aizpurua ha ricordato che EH Bildu si oppone alla Nato da quarant’anni, ha detto no alla guerra in Iraq nel 2003, al conflitto a Gaza nel 2023 e ripete oggi il suo “no alla guerra” contro Iran e Libano.

“Signor Sánchez, forse è giunto il momento che lei sia il primo a proporre l’uscita dalla NATO e ad avviare un dibattito approfondito sull’autonomia strategica europea come scommessa per il futuro. Guardi, abbiamo visto giustificare un genocidio contro il popolo palestinese a Gaza, trasmesso al mondo intero con assoluta impunità. E ora assistiamo a una guerra illegale contro l’Iran e il Libano, senza causa né giustificazione, con conseguenze umane e sociali disastrose. E anche questa con assoluta impunità”.