Lazio, Lotito ha censurato la coreografia? “Libertà”, il retroscena di Ilario Di Giovambattista

“LIBERTÀ” – Il caso della coreografia vietata in Tribuna Tevere accende nuovamente il clima attorno alla Lazio e al rapporto sempre più teso tra tifoseria organizzata, il presidente Lotito e le istituzioni. Al centro della polemica c’è una sola parola, semplice ma potentissima: “Libertà”.

Oltre alla coreografia prevista in Curva Nord, era stato pianificato un imponente allestimento anche in Tevere, con la scritta a caratteri cubitali. Tuttavia, tutto è saltato all’ultimo momento. «A solo un’ora dall’inizio della partita è stato comunicato ai ragazzi del tifo organizzato di non poter esporre la scritta “LIBERTÀ”», si legge nella nota diffusa nel day-after dalla Curva Nord.

Una decisione che ha colto tutti di sorpresa e che ha costretto gli stessi tifosi a rimuovere il materiale già preparato per evitare conseguenze pesanti. «Per non correre rischi di diffide e denunce, inclusa una multa esosa». Gli stessi gruppi hanno sottolineato come la coreografia fosse stata organizzata seguendo le procedure richieste, tra autorizzazioni e comunicazioni preventive, pur ammettendo che la parola precisa non fosse stata esplicitata ma solo “parafrasata”.

Sul fronte delle istituzioni emergono versioni differenti. Da un lato, fonti vicine alla società parlano di un intervento della Questura, che avrebbe ritenuto la scritta “difforme” rispetto a quanto autorizzato, disponendone quindi il divieto. Dall’altro, c’è chi sostiene che lo stop sia arrivato direttamente dalla Lazio dopo essere stata informata del contenuto.

Il risultato, in ogni caso, è l’ennesimo strappo: la protesta dei tifosi continua, con la linea dell’assenza a oltranza sia allo stadio Olimpico che nel tradizionale ritrovo pre-partita di Ponte Milvio. Restano invece in bilico le decisioni per appuntamenti cruciali come il derby e una possibile finale di Coppa Italia.

Lazio, il retroscena di Ilario Di Giovambattista sulla coreografia: “È stato un errore, cosa c’è di offensivo nella parola ‘Libertà’?”

A fare chiarezza a riguardo è stato in diretta il direttore di Radio Radio Ilario Di Giovambattista, che ha raccontato quanto appreso da fonti dirette:

«Ho chiamato un esponente della DIGOS per avere spiegazioni. Mi è stato confermato che è stata la questura a non dare l’autorizzazione a un’ora dall’inizio della partita per la coreografia. Poi, se questa ha subìto delle pressioni da Lotito o chiunque altro non lo posso sapere…».

Parole nette, che però lasciano aperti interrogativi pesanti. E infatti il direttore aggiunge: «Certamente, si può dire che è stato un errore. Cosa c’è di offensivo nella parola “Libertà”?»

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