Iran, il Vietnam 2.0 degli USA? ▷ Innaro: “Intanto la tenuta delle élite europee inizia a vacillare”

Con il blocco dello Stretto di Hormuz, una parte del mondo sta sperimentando una fase di crisi storica. Il prezzo del greggio ha superato stabilmente i 100 dollari al barile, e i Paesi in sofferenza stanno pensando di sbloccare lo stoccaggio di alcune risorse per cercare di frenare l’impatto del conflitto in Iran. Gli attacchi USA-Israele di fine febbraio hanno colpito l’Iran, uccidendo Ali Khamenei, la guida suprema del Paese. Teheran però resiste, contrattaccando le basi statunitensi nei Paesi circostanti. L’Europa non assume posizioni nette, al contrario del premier spagnolo Sanchez, e rischia la crisi economica a causa di un conflitto arrivato con un tempismo perfetto. La chiusura quasi totale al gas russo condanna il continente a essere ora dipendente dal Medio Oriente, mentre intanto il cancelliere tedesco Merz ottiene da Trump il sì per continuare a processare petrolio russo senza incorrere in sanzioni. Uno schema di “vassallaggio puro”, secondo Marc Innaro, corrispondente RAI di lungo corso, esperto di Russia e Medio Oriente. L’intervista di Giorgio Bianchi in diretta.