Il confronto tra la Commissione bicamerale d’inchiesta sul Covid e l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) si concentra su un punto cruciale: come deve essere interpretato correttamente il rapporto rischi/benefici della campagna vaccinale. Non si tratta soltanto di una valutazione tecnica, ma di una questione che incide direttamente sulla lettura politica, sanitaria ed etica di quanto accaduto.
Le prime tensioni sono emerse con l’audizione di Laura Sottosanti, responsabile della farmacovigilanza di Aifa, che ha inaugurato l’indagine parlamentare sui vaccini. Un passaggio che dovrebbe, nelle prossime settimane, aprire anche all’ascolto delle persone che hanno riportato danni a seguito della vaccinazione. Sottosanti ha ammesso: “Over-reporting di affetti avversi”.
La richiesta di chiarezza
L’obiettivo dell’inchiesta parlamentare dovrebbe essere quello di fare piena luce su quella stagione, superando formule generiche e affrontando il tema nella sua complessità.
Affermare che, su larga scala, i benefici abbiano superato i rischi non esaurisce la questione. Resta aperto il problema delle persone che hanno riportato danni gravi o permanenti: per loro, il bilancio non può essere ridotto a una percentuale. Fare chiarezza significa interrogarsi non solo sui dati complessivi, ma anche sulle scelte, sui tempi delle decisioni, sulla comunicazione del rischio e sull’equilibrio tra tutela collettiva e protezione del singolo.
Solo affrontando anche questi nodi sarà possibile restituire un quadro realmente completo di quanto accaduto.










