Il generale Roberto Vannacci è a un passo dall’addio definitivo alla Lega di Matteo Salvini, con tensioni alle stelle e un nuovo partito già pronto.
Vannacci, eletto eurodeputato nel 2024 con oltre 530mila preferenze, ha depositato il simbolo di “Futuro Nazionale” il 24 gennaio 2026, scatenando polemiche interne al Carroccio. L’incontro con Salvini lunedì sera non ha risolto i contrasti, aggravati secondo alcuni da accuse di radicalismo eccessivo e legami con ambienti neofascisti, ma altre interpretazioni vedono coinvolta la posizione rispetto alla Russia come il vero casus belli.

La frattura con la Lega ha comunque radici profonde. Vannacci, noto per il suo libro “Il mondo al contrario” che ha venduto centinaia di migliaia di copie e acceso dibattiti accesi su temi come gender e immigrazione, è stato visto sempre più come un’anomalia nel Carroccio. Eletto con un exploit personale, ha spesso agito in autonomia, criticando pubblicamente la linea moderata del partito e auspicando una destra più radicale. Il 24 gennaio 2026 ha depositato il marchio “Futuro Nazionale” presso il Tribunale di Milano, un segnale inequivocabile di scissione imminente. L’incontro chiarificatore con Salvini lunedì sera a Roma non ha sanato le divergenze, aggravate da accuse di radicalismo eccessivo e presunti legami con ambienti neofascisti, che hanno fatto storcere il naso a molti leghisti storici.
L’ufficializzazione della separazione è attesa nelle prossime ore, durante il consiglio federale della Lega in programma oggi a Milano, nella sede di via Bellerio. Fonti interne parlano di un’atmosfera elettrica: Salvini, che in passato aveva liquidato l’ipotesi con un secco “Fuori dalla Lega c’è il deserto político”, starebbe ora preparando un intervento per tracciare un solco netto. Voci dal partito suggeriscono un certo sollievo per l’uscita del generale, considerato un “peso” per l’immagine moderata della Lega al governo. Intanto, Vannacci ha già pronto un simbolo per il nuovo partito, con tanto di slogan ambiziosi come “Italia, stiamo arrivando”.
“Futuro Nazionale” si presenta come un progetto per una destra dura e pura, con Vannacci segretario e obiettivi dichiarati al 20% dei consensi alle prossime tornate elettorali. Il generale non esclude alleanze con altre forze sovraniste, ispirandosi persino al modello tedesco di AfD, e punta a intercettare il malcontento di chi vede la Lega troppo “impantanata” nel governo Meloni. La nascita del movimento, già con un logo registrato e una base di militanti in fermento, rischia di frammentare ulteriormente il centrodestra: la Lega potrebbe perdere consensi nell’ala più estrema, ma guadagnare in coesione interna. Intanto, figure come Attilio Fontana osservano caute, mentre ex fedelissimi di Vannacci lo accusano di bluff, sostenendo che “gli manca il coraggio” di un vero salto.
“Quando, a un certo punto, la fabbrica principale è un po’ compromessa, si crea la versione bio, che è la versione più pura: il consumatore compra il prodotto della stessa fabbrica, però pensa di acquistare un altro prodotto, quello bio.
Il problema del cosiddetto centrodestra oggi è stato quello di essersi molto compromesso rispetto alla Russia per seguire la politica statunitense, tenuto conto che l’elettorato di destra ha tendenzialmente un legame affettivo con la Russia”, sostiene il reporter Giorgio Bianchi, “Abbiamo quindi Fratelli d’Italia, che ha avuto una posizione netta pro-Ucraina; abbiamo la Lega, in cui c’era la componente salviniana, teoricamente più vicina alla Russia, e poi la componente giorgettiana, che è stata un po’ più distante.
A questo punto, che cosa serve fare in quell’ambito? Visto che adesso c’è un tentativo da parte di Trump di riallacciare i rapporti con la Russia — dico Trump, ma avrebbe dovuto farlo chiunque; Trump ha semplicemente più il physique du rôle per farlo, e non a caso è lì —, nell’ambito del panorama politico italiano, nel momento stesso in cui si dovesse ricominciare a dialogare con la Russia, cosa che sta avvenendo e avverrà sempre di più, perché è uno degli obiettivi inevitabili, perché sarebbe comunque successo, perché fa parte del copione: l’Occidente ha ottenuto quello che doveva ottenere, adesso bisogna cristallizzare la situazione e gettare un ramoscello”










