“È ritorno alla schiavitù: ma il sindacato dov’è?” ▷ Marco Rizzo a gamba tesa sul caso Glovo

La Procura di Milano ha posto sotto controllo giudiziario la società italiana di Glovo, Foodinho Srl. Il decreto accusa la società di “condizioni di sfruttamento” per i 40.000 rider in tutta Italia, che guadagnerebbero una retribuzione “inferiore fino al 76,95% rispetto alla soglia di povertà e inferiore fino all’81,62% rispetto alla contrattazione collettiva, somma che sicuramente non è proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato”. Si parla di una paga media di 2-3 euro lordi a consegna, con turni di anche 12 ore, 7 giorni su 7 e con qualsiasi condizione metereologica. Per Glovo l’accusa è quella di “caporalato digitale”. La Procura ha incaricato dunque un amministratore di vigilare sull’azienda.

Il commento di Marco Rizzo

“Diciamo che è un ritorno alla schiavitù più che uno sfruttamento classico”, commenta in diretta ai nostri microfoni Marco Rizzo, coordinatore di Democrazia Sovrana e Popolare. “E’ l’azzeramento di tutte le lotte e le conquiste del secolo scorso. Peraltro tutto questo avviene in un sistema dove poi queste multinazionali raramente pagano le tasse nei Paesi dove svolgono la loro attività“. Il pm Paolo Storari ha inoltre parlato di abuso dello “stato di bisogno” dei lavoratori. “E’ chiaro che se tu prendi una popolazione indigente dell’Africa, del Nord Africa, che sono in una certa condizione economica e li spingi ad arrivare a milioni nel continente europeo, è chiaro che questa macedonia che era già stata prevista in una lettura di Carlo Marx, appunto si chiamava esercito industriale di riserva. Serve a quello. Questa invasione, che poi produce anche effetti sociali sulla sicurezza, su tutto il resto, è stata voluta dalle multinazionali che non pagano le tasse”.

“Il popolo italiano si trova schiacciato dall’alto da multinazionali che non pagano tasse, mentre i commercianti artigiani, le piccole e medie imprese, i lavoratori dipendenti pagano tutto fino all’ultimo. E sotto c’è un esercito industriale di riserva fatto di disperati, a volte anche di delinquenti, che arrivano qua e vengono sfruttati. Ma sono disposti a fare questo, lo si capisce, no? Perché anche se prendono 1000 euro e poi riescono anche a mandare magari qualcosa nel loro Paese, le rimesse dei migranti, sono dati ISTAT, sono nel 2024 pari a 8 miliardi di euro. 8 miliardi di euro, il 40% della legge finanziaria di quest’anno, che è di 21 miliardi. Quindi vuol dire, giustamente questi lavoratori dei loro soldi fanno quello che vogliono, ma come hanno fatto a risparmiare? Li hanno risparmiati perché usufruiscono dello Stato sociale, frutto delle lotte del secolo scorso. E cioè scuole pubbliche, asili nido, asili, sussidi, case popolari. E quindi alla fine questa tassazione degli italiani è servita a questo, che poi serve principalmente per fare quei grandissimi profitti”.

“La domanda è: dov’è il sindacato? Che poi il sindacato concertativo che si occupa di questioni di politica internazionale, penso alla CGIL – cause a volte anche giuste, intendiamoci, la Palestina è una causa giusta – ma dov’è? Dov’era quando avvenivano queste cose?”