I mercati sono consapevoli delle difficoltà della Germania nella gestione delle finanze pubbliche e anche nel mantenere una stabilità del governo. Ora, paradossalmente, gli investitori puntano sull’equilibrio politico di Roma, per cui dopo 15, 20, 25 anni che ci sentiamo raccontare insomma che siamo l’anello debole dell’Europa, quelli brutti e cattivi, quelli che sono secondi soltanto alla Grecia, scopriamo che non erano proprio delle cose destinate ad essere immutabili.
L’economia italiana vive un momento di eccezionale fiducia. Attenzione, non sto parlando delle imprese, sto parlando degli investitori, con lo spread BTP-Bund, cioè tra i Buoni del Tesoro Pluriennali italiani, e l’omonimo titolo decennale tedesco, e questo spread è sceso tra i 60 e i 65 punti. Pensate che siamo ai minimi dal 1999. Il recente successo del BTP, cioè del buono pluriennale del Tesoro a 15 anni, con richieste per 157 miliardi, conferma l’interesse degli investitori esteri che hanno assorbito l’84% dell’emissione. Cioè non sono più gli italiani che comprano i titoli di Stato del Tesoro italiano, ma investitori esteri. E i rendimenti italiani perché sono poco volatili? Beh, in finanza c’è una relazione lineare rischio-rendimento, quindi a maggior rischio si pretende maggior rendimento a meno rischio, minor rendimento.
Diffidate da quei messaggi social nei quali qualcuno vi promette certezze negli investimenti, perché sono sempre delle truffe. Non è possibile in finanza avere prodotti ad alto rendimento e a basso rischio.
E allo stesso modo i rendimenti italiani sono poco volatili perché gli operatori vedono pochi rischi. Paradossalmente, insomma, l’Italia sta rimborsando titoli alla Banca Centrale Europea più velocemente di Francia e Germania: 21 miliardi contro i soli 6 miliardi di Berlino da novembre 2025. La stabilità dei rendimenti italiani, che si aggira attorno al 3,45-3,50%, contrasta con la volatilità dei mercati esteri. E il merito è attribuito alla stabilità politica di Roma, contrapposta alle difficoltà finanziarie di governo di Parigi e di Berlino. Insomma, il Bund tedesco non è più considerato il bene rifugio assoluto, mentre il rischio italiano sembra quasi svanito.
Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio Malvezzi










