ZELENSKY SCUOTE L’UE – Nella prima serata di ieri, i vertici dell’Unione Europea si sono riuniti a Nicosia per la cerimonia di avvio della presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione Europea (l’istituzione che riunisce i governi – e nello specifico i singoli ministri divisi nelle singole sedute in base all’ambito di competenza – dei Paesi membri. E che co-legifera insieme al Parlamento europeo), che guiderà i lavori per i prossimi sei mesi.
Il presidente di Cipro, Nikos Christodoulides, ha voluto dare alla serata un forte valore politico e simbolico: sul palco accanto a lui Volodymyr Zelensky, mentre in platea era presente anche la presidente moldava Maia Sandu. Un messaggio chiaro sull’attenzione che la presidenza cipriota intende riservare a Ucraina e Moldavia nel percorso di avvicinamento all’UE.
Zelensky: “Anche noi meritiamo l’Europa, vogliamo entrare nell’UE”
Nel suo intervento, Zelensky ha ribadito con forza l’aspettativa di progressi concreti nel percorso di adesione dell’Ucraina all’UE, oggi bloccato dall’opposizione dell’Ungheria (anche se, dietro il veto di Budapest, si muovono le resistenze silenziose di altri Stati membri).
“Ci meritiamo anche noi l’ingresso nella casa comune europea”, ha dichiarato il presidente ucraino, sottolineando come l’attuale stallo rischi di pesare sul morale del Paese, nel pieno del quarto inverno di guerra.
Ucraina – Cipro spinge per l’allargamento
Dal palco, Christodoulides ha ricordato i benefici politici, economici e strategici che Cipro ha ottenuto grazie all’adesione all’Unione, schierandosi apertamente a favore della politica di allargamento. Il presidente cipriota ha inoltre assicurato a Zelensky che la sua presidenza non arretrerà rispetto alla linea tracciata dai predecessori danesi.
“Vi diamo il benvenuto nell’ultima capitale divisa d’Europa. Tra le nostre priorità c’è il sostegno incrollabile all’Ucraina: qui a Cipro sappiamo cosa significa occupazione, divisione, violazione dei diritti umani e vivere da rifugiati”, ha affermato.
Zelensky ha raccolto l’assist, rilanciando: “Speriamo che la presidenza cipriota sia produttiva: dobbiamo puntare ad aprire i capitoli negoziali insieme alla Moldova. E speriamo che la guerra possa finire durante la vostra presidenza”.
Zelensky, il nodo Ungheria e i “tavoli tecnici” – Ecco gli ostacoli fra Zelensky e l’ingresso nell’UE
Al momento, Bruxelles ha aggirato il veto ungherese attraverso tavoli tecnici, evitando l’apertura formale dei capitoli negoziali. Il lavoro procede, ma manca quell’elemento simbolico e politico capace di dare una spinta decisiva al percorso europeo di Kiev.
Fino alle elezioni politiche in Ungheria, previste in primavera, il dossier resta sostanzialmente congelato. Dopo, lo scenario potrebbe cambiare: Viktor Orbán ha già dimostrato in passato di saper effettuare repentine inversioni di rotta quando il contesto internazionale lo richiede. Sullo sfondo, resta l’interesse degli Stati Uniti a inserire l’ingresso dell’Ucraina nell’UE come tassello di un possibile piano di pace, alimentando la speranza in una pressione diplomatica diretta da Washington.
Costa: “Allargamento cruciale per il peso geopolitico dell’UE”
A rimarcare la posta in gioco è stato il presidente del Consiglio Europeo (l’organo che riunisce i capi di Stato e di governo e definisce l’indirizzo politico generale dell’Unione), Antonio Costa.
“Il prossimo allargamento, che coinvolgerà Ucraina, Moldavia e Balcani occidentali, è fondamentale per rafforzare il ruolo geopolitico dell’Unione”, ha dichiarato, invitando ad “agire su due fronti contemporaneamente: proseguire le riforme nei Paesi candidati e preparare l’UE ad accogliere nuovi membri”.










