Non è affatto arduo smontare, una per una, con la forza della ragione, le pietose menzogne che sono state adoperate — e che tuttora vengono impiegate — per giustificare il vile golpe made in USA svoltosi in Venezuela.

Prima menzogna: si sarebbe trattato di un intervento chirurgico senza conseguenze. Falso. Vi sono stati almeno 100 morti nell’operazione imperialistica statunitense.

Seconda menzogna: Maduro era un dittatore. Falso. Maduro era un patriota socialista che ha portato avanti la sacrosanta linea della nazionalizzazione chavista degli assetti della produzione del Venezuela, resistendo al neoliberismo e all’imperialismo statunitense. È stato eletto democraticamente due volte ed è stato definito dittatore semplicemente perché sgradito a Washington, come sempre accade secondo la narrativa dominante.

Terza menzogna: Maduro ha affamato il popolo venezuelano. Falso! Ad affamare il popolo venezuelano è stato l’infame embargo statunitense, esattamente come è accaduto a Cuba.

Venezuela – Le menzogne dell’Occidente e la realtà nascosta

Quarta menzogna: il popolo venezuelano festeggia unitamente la caduta di Maduro. Falso. Larga parte del popolo venezuelano sta scendendo quotidianamente in piazza per chiedere l’immediata restituzione di Maduro al Venezuela e il suo ritorno al potere. Ma, ovviamente, i corrottissimi media occidentali danno spazio solo a quella parte di popolo che vuole l’americanizzazione integrale del Paese. La realtà reale viene così sostituita dalla realtà mediatica, ritagliata su misura dall’ordine dominante per l’ordine dominante.

Quinta menzogna: adesso il Venezuela è libero. Falso. Il Venezuela è ora diventato schiavo di Washington, avendo perso la propria sovranità nazionale e la propria indipendenza.

Sesta menzogna: Maduro era il capo del narcotraffico in Venezuela. Falso. Perfino la Casa Bianca ha dovuto ammettere, seppur a malincuore, che si trattava di una panzana, o fake news, che dir si voglia. Analoga — aggiungiamo noi — a quella della famigerata provetta di Colin Powell, con cui si voleva goffamente dimostrare l’esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq.

Settima menzogna: gli Stati Uniti sarebbero intervenuti in Venezuela per portare democrazia e libertà. Falso. La civiltà talassocratica dell’hamburger è intervenuta, come di consueto, per ragioni squisitamente imperialistiche, segnatamente per accaparrarsi le ingenti risorse del Venezuela e per abbattere un governo che resisteva all’imperialismo a stelle e strisce.

La verità è sotto gli occhi di tutti, ma molti preferiscono non vederla, continuando a bersi la propaganda ufficiale Made in USA, una propaganda funzionale unicamente a giustificare l’americanizzazione imperialistica del pianeta, ovvero la anglobalizzazione.