La Roma esce dalla sfida con il Panathinaikos con la sensazione di aver fatto tutto da sola, nel bene e nel male. L’approccio alla partita era stato quello giusto: due o tre occasioni nitide nei primi dieci minuti, la possibilità concreta di indirizzare subito la gara. Occasioni sprecate, però, che hanno tenuto in vita i greci e aperto la porta agli errori.
L’episodio del gol subito nasce infatti da una leggerezza evitabile: l’ennesimo errore dell’ultimo difensore che, nel tentativo di intervenire, colpisce male il pallone e rimette in gioco l’avversario. Un regalo che a questi livelli si paga sempre. A salvare la serata ci ha pensato l’incornata potente di Ziolkowski, fondamentale per rimettere la Roma sui binari giusti.
Va detto che questa era una Roma piena di giovani e di seconde linee. In un contesto del genere è normale vedere incertezze, qualche errore di troppo, momenti di inesperienza. Meno giustificabile, invece, l’errore di chi ha sulle spalle tante partite e tanta esperienza. Mancini, per esempio, non dovrebbe commettere certi sbagli.
La partita, comunque, ribadisce un problema che non è nuovo: la sofferenza difensiva sui lanci lunghi e sugli uno contro uno. Senza coperture e senza raddoppi, cercare sempre l’anticipo diventa un rischio enorme. Se lo sbagli, l’avversario va dritto in porta. Un aspetto che andrebbe gestito meglio, anche alla luce di un’organizzazione di squadra che per intensità, pressing e aggressività resta di alto livello.
Il risultato finale evita guai peggiori – non sarebbe stata una tragedia, ma evitarla è comunque un sollievo – e permette alla Roma di guardare avanti con maggiore serenità. Perché da domenica, sì, si fa sul serio.
Capitolo Pellegrini. Da lui ci si aspetta di più. Non tanto per una giocata risolutiva, quanto per il peso specifico che dovrebbe avere all’interno della gara. È un giocatore freddo, non un trascinatore naturale, ma da chi è stato capitano e ha una qualità tecnica nettamente superiore agli avversari visti stasera, ci si aspetta qualcosa in più nel momento caldo della partita. Quell’atteggiamento da leader capace di prendersi la squadra sulle spalle, semplicemente, non si è visto.
Paradossalmente, a trasmettere più energia sono stati proprio i giovani della difesa. Al netto dell’errore sul gol, hanno messo grinta, tensione, fisicità. In certi momenti sono sembrati loro i veri trascinatori, più di qualche veterano in campo.
Una Roma imperfetta, dunque, ma viva. E con ancora molte risposte da trovare.
Nel video l’intervento di Luigi Ferrajolo A Botta Calda.











