Mercosur, denuncia a Bruxelles ▷ “Ursula vuole bypassare il Parlamento. Dall’Italia uno strano sì”

E alla fine l’Italia dice il suo “sì” al Mercosur. Dopo la resistenza iniziale, la Commissione UE presieduta da Ursula von der Leyen ha convinto Giorgia Meloni a venirle incontro sull’accordo commerciale coi Paesi del Sud America. Accordo che da tempo unisce gli agricoltori di tutta Europa in massicce proteste contro misure che colpirebbero direttamente il settore. Il recente sì del Governo Meloni alla prima parte della trattativa sul Mercosur dato il 9 gennaio alla riunione del Coreper, ha consentito la maggioranza qualificata, cioè il sostegno di almeno 15 Stati membri. Annullato il “no” della Francia di Macron, ancora contrario sull’autorizzazione alla firma andata però in porto (e che avverrà il 17 gennaio). La premier italiana ha annunciato lo scioglimento dei nodi parlando di “garanzie” ottenute. Quali?

Le mosse di von der Leyen per convincere tutti sul Mercosur

“Accolgo con soddisfazione – scrive Meloni su X – la decisione della Commissione Europea di modificare, come richiesto dall’Italia, la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale per rendere disponibili, già dal 2028, ulteriori 45 miliardi di euro per la Politica Agricola Comune”. La premier parla di “risorse aggiuntive”, ma i critici lo bollano più come un “trucchetto contabile”. Lo sostiene per esempio Ciarán Mullooly, eurodeputato irlandese, che alla riunione di oggi della Commissione sull’agricoltura a Bruxelles, ha sollevato la questione. “La settimana scorsa in tutta Italia sono spuntati dal cilindro una serie di diversivi e false piste”, accusa il deputato.” Ci è stato comunicato per la prima volta un nuovo contributo di 45 miliardi di euro al bilancio della PAC (Politica Agricola Comune, una grande fetta del bilancio europeo, ndr). Solo che abbiamo scoperto in seguito che non si tratta di denaro nuovo, ma di denaro vecchio.

Le risorse aggiuntive costituirebbero infatti un accesso anticipato di fondi dal 2028 già messi a bilancio senza necessità di attendere la revisione di medio termine, e non un incremento netto di fondi come si potrebbe pensare (i “diversivi” e le “false piste” di cui parla il MEP irlandese).

Quali saranno le ripercussioni sul nostro bilancio per il prossimo anno? E noi resteremo semplicemente a guardare?“, protesta il deputato dopo aver denunciato un’altra problematica sul voto del Mercosur.

Il voto al Parlamento europeo

L’ulteriore accusa del deputato irlandese è che Ursula von der Leyen voglia sorpassare il voto del Parlamento europeo per attuare da subito l’accordo commerciale. Come? Sfruttando i trattati e firmando in via “provvisoria” prima del parere dei deputati. Legale, ma “antidemocratico” secondo il deputato.

Abbiamo letto non solo dei piani della presidente von der Leyen di firmare un accordo preliminare – dice Mullooly – ma anche delle notizie secondo cui procederà all’attuazione di tale accordo prima che noi, in qualità di deputati al Parlamento europeo, abbiamo la possibilità di votare in Parlamento. Questo non solo è antidemocratico, ma anche pericoloso. Si sta creando un precedente“.

Per ora il Mercosur va avanti nonostante le proteste che continuano, anche in Italia, a bloccare le strade.