“Faccetta nera” torna a farsi sentire in un luna park, questa volta come accompagnamento musicale di un autoscontro: dopo i casi di Sanremo e Campobasso, la canzone viene diffusa anche a Genova, all’interno del Winter Park, suscitando le reazioni di diversi presenti.

Uno di loro riprende la scena con il telefono, documentando chiaramente sia l’audio della pista sia il confronto che segue tra il cittadino e il giostraio. Mentre la musica continua in sottofondo, l’uomo si ferma davanti all’attrazione e commenta: «Bravo, eh… bravo, complimenti».

Dalla postazione della cassa arriva la replica del giostraio: «È solo una canzone». Ma l’interlocutore ribatte: «Questa non è una canzone, è apologia del fascismo, è reato. Questa canzone è reato». Il video si interrompe, ma nel frattempo iniziano a moltiplicarsi le polemiche.

A intervenire per prima è la sindaca di Genova, Silvia Salis. «Diffondere “Faccetta nera” dalle casse di un’attrazione del Winter Park a Ponte Parodi, come accaduto ieri sera, è un gesto di assoluta gravità», scrive sui social. «Lo è ancora di più se si considera che si tratta di un luogo frequentato ogni giorno da bambini, giovani e famiglie e che la manifestazione beneficia di importanti contributi pubblici del Comune».

“Faccetta Nera” al Luna Park di Genova, la dura reazione della sindaca Salis

«A Genova non c’è e non ci sarà mai spazio per nostalgie fasciste», aggiunge la sindaca. «Il video che circola in rete è attualmente oggetto di tutti gli approfondimenti necessari». Salis sottolinea inoltre che episodi simili si sono verificati anche in altre città durante le festività. «Un gesto che, anche se non motivato politicamente, resta un atto di profonda stupidità e irresponsabilità».

L’amministrazione comunale valuterà «tutte le azioni possibili, comprese eventuali sanzioni», sollecitando verifiche anche da parte delle altre autorità competenti.

Poco dopo arriva anche una nota di Mattia Gutris, portavoce dello staff organizzativo del Winter Park.

«Da oltre cento anni il nostro obiettivo è unire persone e generazioni attraverso il divertimento e la socialità», scrive Gutris, condannando l’accaduto. «Tutto ciò che divide o richiama idee nefaste non appartiene ai nostri valori».

«Il Winter Park è il risultato del lavoro e della passione di oltre 100 famiglie, per più di 300 lavoratori», conclude. «L’errore grave di un singolo, per il quale verranno adottati provvedimenti rigorosi, non può ricadere sull’intera categoria né sull’intera manifestazione».