
Colpo di scena agli Australian Open in corso di svolgimento a Melbourne: protagonista ancora una volta Sinner.
Jannik Sinner strapazza il connazionale Luciano Darderi col punteggio di 3-0 e accede ai quarti di finale degli Australian Open. Derby azzurro avvincente e giocato ad altissima intensità sin dalle prime battute, ma alla fine il campionissimo di San Candido ha fatto valere la sua maggiore qualità e una condizioni fisica che sta crescendo dopo i crampi accusati nel turno precedente contro lo statunitense Eliot Spizzirri.

A Melbourne, però, è andato in scena un siparietto davvero sorprendente proprio pochi istanti prima dell’inizio del match di ottavi di finale contro Luciano Darderi. Il giudice di sedia Greg Allensworth, infatti, ha chiesto a Sinner di togliere dal polso il suo fitness tracker Whoop, dispositivo che consente di monitorare dati fisiologici quali sonno, recupero, VO2 max, frequenza cardiaca.
Seppur approvato da Atp e Wta, l’utilizzo del fitness tracker Whoop non è consentito nei tornei del Grande Slam. Un divieto che ha colto di sorpresa tutti, in primis lo stesso Sinner che si è visto costretto a liberarsi dell’oggetto prima del derby italiano contro Darderi.









