C’è un caso Jonathan David, Spalletti deve averlo ben presente. Perché quello che potrebbe essere uno dei più classici casi di un giocatore che in allenamento fa il suo e anche di più, non può arrivare a costare così tanti punti Champions alla Juventus.
Sono due punti persi quelli che il Lecce ha sottratto con fortuna e con i guanti di Falcone alla squadra di Spalletti, e dire che era stato uno degli approcci migliori visti da quando il tecnico di Certaldo siede sulla panchina bianconera.
C’è un caso David ma anche una considerazione che va fatta su Yildiz: sfortuna a parte, i pericoli che arrivano sponda Juve non può generarli solo il turco. In una giornata in cui Conceicao e Zhegrova non hanno tirato fuori le consuete caratteristiche tecniche, Jonathan David sceglie di tirare il più prezioso dei calci di rigore con uno snervante incrocio tra un pallonetto e un piatto sbilenco, trovano i piedi di Falcone che addirittura manda lontano un isolato il pallone della redenzione.
E’ la partita in cui deludono tutti i calciatori sulla graticola: male Cambiaso, che fino al gol dello svantaggio di Banda aveva offerto una prestazione ordinata, ma nulla di più; poi quando vede scagliare in porta un pallone gentilmente offerto da un suo passaggio orizzontale, va in blackout totale.
Lo toglie Spalletti, che prova a dare brio con Kostic e Koopmeiners al posto di un Thuram sotto tono, ma il Lecce di Di Francesco è una squadra molto diversa da quelle belle, ma sfortunate del tecnico pescarese.
Maiuscolo Gallo, che ferma prima Conceicao, poi Zhegrova, così come Gaspar, che però ha davanti Yildiz e qualcosa lo concede: il palo finale dà ancora un’opportunità di redenzione, ma la serata non è propizia neppure per Openda, entrato bene ma del quale si ricorderà la freccia scagliata in tribuna da due passi.
Quando ci sono tutti questi assenti, il solo Yildiz non può bastare alla Juventus, a maggior ragione se Bremer concede dribbling e gol a Banda per il vantaggio momentaneo.
Nella vita o vinci, o impari, e la Juventus ha imparato due cose: il sogno di primeggiare va messo in un cassetto ben blindato, il quarto posto è un obiettivo possibile, ma solo se dal mercato arriverà ben più che un centrocampista navigato.











