La Juventus pare una polveriera pronta a esplodere. Ad oggi nulla è certo e tutto è da dimostrare, ma di sicuro le dimissioni in blocco del CdA bianconero insieme a quelle del presidente Agnelli sono indicative. Al di là di quanto espresso dal presidente dimissionario nella lettera al mondo Juve, oltre i problemi sportivi e di bilancio, degli altri grattacapi ci sono. C’entrano l’inchiesta Prisma e l’erogazione degli stipendi, nonché le ultime contestazioni della Procura di Torino e Consob: ulteriori colpi di scena non sono da escludere.

Tra questi non ci sarà la famosa “carta Ronaldo” secondo Sandro Sabatini. Le mensilità da erogare a CR7 nella manovra stipendi 2020-2021 nascondevano – secondo perquisizioni – l’esistenza di un accordo da quasi 20 milioni di euro, da versare al portoghese anche in caso di addio alla Juve. La cifra però non sarebbe stata registrata, dunque non ci sono contabilizzazioni né documenti tracciabili.
Ma avallato questo discorso c’è da fare i conti con le contestazioni della Consob e della Procura di Torino: l’inchiesta Prisma e il caso stipendi, nonché l’accusa di falso in bilancio pendono sui dimissionari dal punto di vista penale. Non sportivo.
Ad oggi infatti parlare di conseguenze sul campo è praticamente impossibile, nonostante l’esposizione del direttore di Sky Sport federico Ferri, che addirittura ha parlato di ‘nuovo 2006’:

Sportivamente ridimensionerei, penalmente no“. Di certo – dice Sabatini – dobbiamo fare attenzione anche a chi si è dimesso. I tre che vengono dimissionati nel 2006 facevano parte del CdA, ma avevano mansioni operative. “Qui invece ci sono le dimissioni del CdA che risponde alla borsa italiana, alla Consob: evidentemente una forma di tutela della Juventus. Si dice alla Consob che di questo reato se ne parla, ma la si rassicura sul futuro e si dà un segnale“.

Attenzione però alla parte sportiva: “Quest’ultima non viene incolpata. Cherubini, per ora, resta al suo posto“.
Un conto saranno quindi le imputazioni – forti – della parte penale, altro discorso più complesso sarà quello della giustizia sportiva, “anche perché la Juventus ha spalmato queste mensilità da una stagione all’altra“.