Ci sarebbero tante cose da raccontare di questa partita del Napoli.
Il favoloso gol di Insigne cancellato dal VAR per fuorigioco millimetrico a inizio gara che avrebbe visto il punteggio sbloccarsi sullo 0-1 e che invece poco dopo si è trasformato in 1-0 per un autogol, più ingenuo che sfortunato, da parte di Maksimovic.
Si potrebbe parlare dell’ennesimo gran gol di Zielinski che ha significato pareggio e dell’immediata nuova sciocchezza di Hysaj che ha significato rigore per il Sassuolo che ha così chiuso il primo tempo in vantaggio per 2-1.

Dell’incredibile fortuna che ha visto gli attacchi del Sassuolo nella ripresa stopparsi sulla traversa e sul palo.
E dell’azione, quando finalmente Gattuso si è deciso a schierare in campo Ghoulam, che ha inaspettatamente (e c’è da dirlo, immeritatamente) portato al gol del 2-2.

Si potrebbe anche parlare del buon quarto d’ora finale che ha portato all’azione vincente all’89’ che si è conclusa con un calcio di rigore.

Già… un nuovo calcio di rigore decisivo capitato a Lorenzo Insigne proprio sul campo di Reggio Emilia (laddove aveva fallito a gennaio il penalty in Supercoppa contro la Juventus) e che invece, con freddezza glaciale, questa volta ha trasformato.

Del fatto che al 90’ il Napoli si trovava – davvero non si sa come – con in mano 3 punti di un’importanza capitale per la rincorsa al 4° posto.

Ma tutto – tutto – passa in secondo piano rispetto a quanto è accaduto al minuto 93.

L’arbitro ha concesso 3 minuti di recupero e al minuto 92.57 il Sassuolo, all’altezza della metà campo, ha perso palla in fallo laterale.
Signori… la partita a quel punto è vinta.
Non è accettabile quello che è accaduto immediatamente dopo (anche immaginando che l’arbitro avrebbe potuto allungare il recupero di 30 secondi).

– Quella rimessa laterale va battuta a cercare di arrivare alla bandierina e perdere gli ultimi secondi (non fatto),
– di sicuro non ci si deve andare a schierare in 8 nella metà campo avversaria (non fatto),
– di sicuro non va immediatamente persa la palla allo scopo di provare a “giocarla” appena ricevuta (non fatto),
– di sicuro bisogna evitare di far entrare gli avversari in area di rigore (non fatto),
– e di sicurissimo non va steso in area l’uomo avversario che ormai va verso il fondo campo (non fatto),

Gli errori compiuti da tutti, e gli orrori compiuti da Bakayoko e Manolas, sono ingiustificabili.
Manolas era entrato all’86esimo minuto dopo un mese di assenza per infortunio. Non basta di certo per fornirgli un alibi.
Basta però per chiedere a Gattuso: “Ma perché lo hai fatto entrare a 4 minuti dalla fine, con i rischi che ciò avrebbe potuto comportare?”.

Domanda che si affianca al “ma perché non hai schierato Ghoulam, migliore in campo col Benevento, facendo giocare al suo posto Hysaj non nel suo ruolo naturale (e che infatti ha fatto danni nella marcatura su Berardi né ha spinto convinzione)”?

Il Napoli è in silenzio stampa, per cui le risposte non arriveranno.
A fine gara però si è registrato il duro sfogo (di frustrazione) verso squadra e allenatore da parte di capitan Insigne… che forse vale quanto e più delle risposte.

Vittorio de Gaetano