“Se, prendiamo i dati del periodo tra settembre e gennaio, in Italia abbiamo il 2 per cento circa di letalità tra i casi confermati, esattamente in linea con i dati della Germania”. A parlare è Giuseppe Conte, che ieri in Senato ha riportato questo dato nella sua difesa alle accuse mosse da Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva, infatti, ieri ha sferrato un duro attacco al Premier, utilizzando anche i numeri non confortanti in materia sia sanitaria che economica.

Ma oltre ai reali risultati della gestione governativa della pandemia, qualcosa non torna nelle dichiarazioni di Conte. Nella sua comparazione tra i decessi italiani e quelli tedeschi, avrebbe omesso un paio di considerazioni necessarie per comprendere il contesto.

Sul tema Alessandro Barbano, giornalista del Corriere dello Sport e scrittore, è intervenuto ai microfoni di Luigia Luciani e Stefano Molinari, denunciando la superficialità del corpo politico nel diffondere informazioni importanti riguardo l’emergenza sanitaria, ancora radicata all’interno del nostro Paese.

Ecco l’intervista a Alessandro Barbano a “Lavori in corso”.

“Io non credo che Conte abbia mentito riguardo l’andamento della terapia, il mentire presuppone una volontaria scelta di dire delle bugie. Si è mosso con la sciatteria tipica di chi maneggia dati che meriterebbero una responsabilità maggiore. Se noi andiamo a fare una raffronto fra i morti della pandemia dall’inizio il risultato è ancora più negativo per l’Italia. Se poi rapportiamo non questo dato all’indice di mortalità ma a quello di letalità (cioè al rapporto tra morti e positivo) anche qui il dato dell’Italia è imparagonabile con quello della Germania.

Il punto è che lui ha dato delle spiegazioni che sono di senso comune. La prima è una vera e propria leggenda metropolitana che circola nella bocca dei politici italiani da mesi è che noi moriamo di più perché siamo più anziani.

La classe medica scientifica dovrebbe avere la responsabilità e il coordinamento della risposta clinica contro la malattia e a questa domanda non ha dato una risposta. Sapete qual è la percentuale delle persone che muoiono in sala rianimazione per Covid? Non arrivano al 15-16%. C’è un sacco di gente che non riceve le cure più efficaci. Allora inserire il criterio dei ricoverati in rianimazione come uno dei criteri che determinano il posizionamento della regione in giallo, rosso o arancione è un dato pericoloso perché può indurre le strutture sanitarie a dare una risposta adattiva e quindi tenere basso il numero di ricoverati in rianimazione per stare sotto la soglia di rischio. Il tema è che dove finisci ricevi una terapia diversa. Se sei fortunato hai più chance di salvarti.

Renzi ha parlato anche lui con superficialità riguardo al vaccino, con un approccio populista. E’ chiaro che anche lì va fatta una ponderazione. Credo che queste questioni non possano essere prese come oggetto di demagogia politica e usate senza rispetto per le ragioni scientifiche che ne derivano.”