Quale sarà l’ipotesi di futuro dopo questa emergenza sanitaria? Sarà basata su un grande e gravissimo disagio sociale. Le risposte economiche saranno in ogni caso insufficienti. Gli aiuti a strozzo dell’Unione Europea saranno comunque negativi e incideranno in maniera relativa.

La crisi economica sarà la cifra del prossimo futuro. La proposta più dirompente non avrà utilità se non sarà indirizzata sull’obiettivo più giusto: la rottura della gabbia europea e di conseguenza del capitalismo globalizzato.

L’ulteriore sfruttamento della classe lavoratrice e lo schiacciamento verso il basso del ceto medio costituiranno una eccezionale miscela per ipotizzare davvero un cambio di società.

Per noi comunisti è fondamentale interpretare al meglio questa situazione e tracciare una rotta di uscita dall’Unione Europea, dall’Euro e dalla Nato. Uscire dall’UE diventa il primo passo attraverso cui mobilitare il popolo e dobbiamo farlo comunicando la messa in campo di un referendum per l’uscita dall’Unione Europea.

Condizione imprescindibile per arrivare al potere di chi lavora davvero. Diranno che non è possibile farlo, perché lo vieta la Costituzione. Vi stupiremo nel modo in cui riusciremo a interpretare questa necessità.

Mobilitiamo il popolo verso questo grande e fondamentale obiettivo. Lanciamo un primo grande appuntamento: il 3 ottobre a Roma la ripresa. Una grande manifestazione nazionale fatta dall’altra opposizione, quella vera.

Fuori dall’Unione Europea, fuori dall’Euro, fuori dalla Nato, per un’Italia davvero in mano ai lavoratori.

3 minuti con Marco Rizzo


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