Continuano a far discutere le parole del Senatore Matteo Salvini che, nel corso di un comizio a Roma ha detto in relazione all’aborto che “il pronto soccorso non è la soluzione a stili di vita incivili”.

In molti si sono schierati contro le sue dichiarazioni accusate di non tenere in considerazione i dati sull’aborto del nostro paese.

Quanti sono stati gli aborti in Italia negli ultimi anni? Il numero di casi di interruzione di gravidanza aumenta se si prende in considerazione la popolazione straniera?

Il professor Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute è intervenuto sul tema durante ‘Lavori in Corso’.

“Le interruzioni volontarie di gravidanza non si fanno al pronto soccorso, hanno un percorso ben definito, si giunge poi ad espletare all’interruzione di gravidanza.

Ci sono donne che fanno fino a 4 aborti, ma il numero di questi casi è estremamente basso, lo 0,9% nel computo totale delle interruzioni di gravidanza, un numero corrispondente a poco più di 700 casi.

Le persone che invece hanno abortito 6-7 volte si conteranno sulle dita di una mano.

Bisogna vedere chi è intervenuto per un’interruzione di gravidanza, magari vi era una sottostante malattia che metteva a repentaglio la vita della persona.

Sicuramente però non attraverso il pronto soccorso.

Nell’ambito dei paesi europei, l’Italia è il paese con il valore minore di 3 o più interruzioni di gravidanza, abbiamo dei numeri più passi rispetto alla Spagna e all’Inghilterra.

Anche per gli stranieri è in calo il numero di interruzioni di gravidanza. Anche volendo dire ‘sono gli stranieri che…’ va smentito.

Parlare di stile di vita poco risoluto in relazione all’aborto è come dire che i pazienti che fumano più di tre pacchetti di sigarette al giorno, siccome hanno uno stile di vita sbagliato, se hanno un cancro del polmone allora se lo devono pagare, è assurdo.

Prima di parlare di aborto si deve leggere bene la legge in cui si scoprirà qualcosa di diverso”.


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