Gianluigi Paragone incarna perfettamente lo spirito positivo del vecchio Governo gialloverde, un Governo non rivoluzionario, ma sicuramente che aveva in agenda gli interessi del popolo contro quelli del cartello finanziario internazionale.

E’ vero, c’è da ribadire che non erano misure di contrasto radicale al golpe europeo, ma sicuramente gettavano basi importanti.

Poi però ad un tratto qualcuno ha cominciato a remare contro questo esecutivo ed è ovvio che ci fossero infiltrati fin dall’inizio, come hanno dimostrato le scelte filoeuropeiste dei 5 Stelle: l’approvazione della Von der Leyen, la retromarcia sul MES, l’alleanza col PD e, in ultimo, l’allontanamento di personaggi come Paragone.

Quello che va ripreso subito e che nessuno può fare meglio di Paragone è la fusione dei sovranisti gialloverdi.
E’ stato direttore de “La Padania”, dunque conoscitore della Lega: una volta espulso cosa aspetta a proporsi come trade union dei sovranisti delle due compagini?


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1 COMMENTO

  1. nn ho ben capito se la natura dell’articoletto fosse ironica,seria o seriosa. un simil arruffapopolo, il sor gianluigino assurto alla gloria improbabile della notorietà prima come direttore della padania, e poi starnazzante dalla vasta platea mediatica televisiva. indubbio il fatto che tra i tanti errori pentastellati,dovuti agli inizi di una forza ancora in cerca di se stessa e da organizzare, ci fossero quelli di cooptare gente rivelatasi x quella che è, ovvero mancante della debita lungimiranza nella prassi politica e che in tanti hanno tradito il movimento anche x bieco opportunismo….pecuniario (x quelli che hanno lasciato o espulsi c’è il fatto di nn concedere parte delle prebende guadagnate alle istituzioni). quando si è al potere,caro paragone, vi è nella logica politica il fatto incontestabile dell’incendiario che diventa pompiere stando al potere. cosa vecchia e che gianluigi nn intende, nn capendo o ovviando alle priorità vere di un mov nato x rivoluzionare la politica nel paese più corrotto dell’area occidentale.