Ebbene sì, la realtà sta superando la fantasia.
E’ solo in questa chiave ermeneutica che possiamo ben capire cosa sta succedendo in questi giorni.
Il Foglio“, nota testa d’ariete del neoprogressismo liberista non riceverà più aiuti dallo Stato. Proprio come l’altrettanto liberista Radio Radicale, Il Foglio protesta: volete il libero mercato? Godetevelo fino in fondo.
Così verrebbe naturale commentare l’accaduto.

E’ un pianto ridicolo quello degli ultraliberisti, dal momento che parliamo di quelli che sostengono in ogni occasione il sacro dogma della teologia liberista che si compendia nel noto asserto: “Laissez faire, laissez passer“.

Sono infatti gli stessi che invocano la deregolamentazione, la mancanza necessaria di intervento da parte dello Stato, la cessione di sovranità perché gli stati non intervengano nel mercato deregolamentato.
Sono però anche gli stessi che all’occorrenza piagnucolando invocano gli aiuti dello Stato quando si tratta di mettere in sicurezza se stessi.

L’abbiamo visto con le banche americane all’indomani della Crisi dei subprime nel 2007, quando i più cinici ammiragli del libero mercato invocavano in quell’occasione l’intervento dello Stato per salvare le banche dalle loro sofferenze.

La storia si ripete per coloro i quali non imparino dalla sua lezione“, diceva giustamente Gramsci.
Il Foglio però contraddice se stesso non solo in quanto sostenitore del libero mercato, ma anche perché sulla loro prima pagina oggi troviamo questo titolo: “Un tentativo che non riuscirà per colpire Il Foglio e cercare di chiuderlo“.

Ebbene, Il Foglio che ha sempre criticato qualsiasi forma di complottismo pecca qui di un evidente complottismo, insinuando che ci sia un grande complotto ordito contro Il Foglio per portarlo alla chiusura.

Quotidiani paradossi del pensiero unico liberista.

Al Foglio auguriamo di riuscire a salvarsi da sé grazie alle magnifiche virtù del libero mercato e non certo grazie a quello Stato che da sempre il libero mercato e i suoi sostenitori sempre disprezzano e deprecano.

RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro

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1 COMMENT

  1. di saprofiti nel sistemaccio italico ce ne sono a iosa. vi sono giornali da nn potersi leggere nemmeno in toilette nel momento del bisogno. poi l’ingenuo si domanda il perché della loro sopravvivenza , dato il passivo conclamato con cui persistono nell’andare avanti. li leggono in pochi, le opinioni ormai si formano con quella bestiaccia nomata tv. la massa periodista,direttori e giornalisti, vi si reca credendosi e creandosi opinionista. sono quasi sempre gli stessi. è un gioco delle parti talmente usurato,consumato, dove le illazioni e le difese delle parti politiche assumono spesso vertici di una comicità assoluta. emerge in sottofondo il “tengo famiglia”, lamentoso e incessante, nn sussurrato ma urlato con disperazione. almeno un tempo le tribune politiche contenevano la massa delle affabulazioni idiote,vi erano paletti e regole. oggi si va a ruota libera fidando in un paese culturalmente depresso e che nn ha uno straccio di memoria.