Dopo il derby vinto con l’Inter, il Milan si presentava a San Siro con una classifica europea da rimettere in sesto: due sconfitte nelle prime tre gare, contro Benfica e Bournemouth, e il successo di Salisburgo a rendere meno amaro il bilancio. Di fronte il Ferencváros di Borbély, a punteggio pieno e ancora imbattuto in questa fase. Alla vigilia Amorim aveva chiesto di archiviare in fretta la stracittadina: “dobbiamo soltanto vincere”.

Un primo tempo senza mordente

Turnover per l’allenatore rossonero, che con Maignan squalificato affida la porta a Torriani e conferma Diawara e Bartesaghi dal primo minuto. Il Milan palleggia ma non punge: per larga parte della prima frazione non arrivano conclusioni verso la porta ospite. Il Ferencváros, con Joseph in evidenza, si fa invece vedere con insistenza e trova un Torriani attento in più occasioni. Si va al riposo sullo 0-0, accompagnati dai fischi del pubblico.

L’errore che cambia la partita

Amorim ridisegna la squadra con tre cambi a inizio ripresa, dentro Gila, Moreira e Pulisic, e il Milan prova ad alzare i giri. Ma al 52′ la gara si decide su un errore in area rossonera: De Winter serve all’indietro un pallone suicida, Torriani controlla male e, pressato da Zachariassen, perde la sfera. Joseph è il più rapido e la mette in rete a porta vuota.

Il Milan si getta in avanti, entra Modrić al posto di Jashari, ma lo spazio lasciato alle spalle diventa fatale. Al 66′, dopo uno scivolone di De Winter a centrocampo, gli ungheresi ripartono in contropiede: Zachariassen serve Joseph per la doppietta. Camarda rileva Bartesaghi nel tentativo di riaprirla, poi al 77′ arriva l’unico episodio a favore: Yusuf viene espulso per un gomito su Gila. Il Milan ci prova con Hutchinson e Moreira, ma il risultato non cambia.

Per i rossoneri è la terza sconfitta in quattro gare della fase a campionato. Dopo la sosta per le nazionali li attende la trasferta di Atene contro l’Olympiacos, giovedì 26 novembre.