Villarreal-Napoli, Allegri KO! Moretti non ha dubbi: “Ormai è usurato! Ecco perché”

La sconfitta del Napoli contro il Villarreal riaccende il dibattito sul futuro di Massimiliano Allegri e, più in generale, sulle difficoltà del calcio italiano nel misurarsi con le migliori realtà europee. Il 3-1 subito dagli Azzurri in Champions League e la sconfitta dell’Inter contro il Club Brugge pongono nuove domande sull’effettiva competitività delle nostre squadre: è soprattutto una questione di intensità di gioco, preparazione atletica o modelli tecnici?

In diretta su Radio Radio Mattino – Sport e News, Alvaro Moretti ha espresso un giudizio particolarmente severo sull’allenatore partenopeo. Una riflessione che va oltre il risultato della partita. E che in generale investe la capacità o meno dei tecnici più affermati di evolversi insieme al calcio moderno.

Villarreal-Napoli, Moretti boccia Allegri: “Non è l’uomo giusto, è usurato”

Allegri

Secondo il Vice-direttore de Il Messaggero, le difficoltà di Allegri non sarebbero tanto una conseguenza delle prestazioni della squadra. Piuttosto, il problema riguarderebbe soprattutto la capacità dell’allenatore di incidere ancora attraverso idee e soluzioni adeguate alle nuove esigenze del calcio.

“Allegri non è l’uomo giusto per fare ‘ste cose, non è l’uomo giusto. Perché non è l’uomo giusto? Perché, come i suoi giocatori, è usurato”.

D’altronde il tempo passa inesorabilmente per tutti. E per Alvaro Moretti, anche gli allenatori attraversano fasi differenti della propria carriera. E non sempre riescono a conservare l’efficacia delle stagioni migliori.

“Gli allenatori hanno dei momenti”, osserva, prima di tornare sul tecnico azzurro: “Come si dice oggi, Allegri non ha più aura. L’aura non c’è”.

Nel confronto trovano spazio anche Antonio Conte e Maurizio Sarri, con interrogativi sull’attualità delle rispettive idee di gioco. Diversa, invece, la valutazione su Gian Piero Gasperini, indicato come esempio di allenatore capace di rinnovarsi senza abbandonare la propria identità.

“È un grande Gasperini. Ricordo ancora quando stava al Crotone. Ha evoluto quel modo di fare il calcio. Oggi con la Roma è abbastanza diverso, però se ne legge la filosofia”.

La questione, riguardo a Massimiliano Allegri, rimane dunque più profonda: quanto possono ancora incidere gli allenatori che hanno costruito i propri successi in un calcio ormai cambiato così radicalmente?