PNRR, ecco il motivo per cui la Spagna ha rifiutato il 75% dei prestiti UE

Mentre Madrid sceglie i titoli di Stato e si ribella a Bruxelles, l'Italia si limita a rimaneggiamenti marginali

Chi mi segue sa che da molti anni dissi che il PNRR sarebbe stato una fregatura per il nostro Paese e ho più volte dimostrato del fatto che sarebbe stato più interessante continuare a finanziarci con la normale emissione di titoli di Stato. Qualcuno dice: ma non si può fare diversamente perché queste sono le regole europee. A parte il fatto che le regole politicamente si cambiano, ma quello che vi posso dire è che per esempio la Spagna nella gestione del PNRR ha fatto in modo diverso.

La Spagna, Madrid, ha rinunciato a circa il 75% dei prestiti europei, limitandosi a utilizzare circa 21 miliardi sugli 83 miliardi inizialmente previsti. E che cosa ha fatto? Ha privilegiato il ricorso, diciamo, all’emissione dei titoli di Stato, esattamente quello che dicevo io.

Perché l’emissione autonoma del debito conviene di più

Questa scelta è stata motivata dalla consapevolezza che l’emissione autonoma del debito da parte di uno Stato offre delle condizioni simili, ma a mio parere molto migliori rispetto ai finanziamenti di Bruxelles, perché libera il Paese da dei vincoli burocratici, dai condizionamenti politici e dai ritardi decisionali, cioè da questa gabbia di matti chiamata Unione Europea.

Oltretutto la Spagna ha sottolineato una linea di ribellione verso la Commissione Europea, cancellando delle misure non efficaci e rifiutandosi di adeguarsi alle richieste come l’equiparazione delle accise, che avrebbero penalizzato l’economia del suo Paese, cioè la Spagna.

L’Italia idolatrata dai giornali non fa pianificazione strategica

Al contrario, noi cosa facciamo in Italia? Cosa fa la politica italiana idolatrata dai giornali? Procede con numerosi rimaneggiamenti del PNRR, si limita ad aggiornamenti marginali, ma non fa mai quello che io faccio di mestiere con le aziende, cioè la pianificazione strategica.

Ora, l’eccessivo numero di revisioni richieste dall’Italia evidenzia dei gravi limiti strutturali. Insomma, in definitiva, la Spagna ha saputo depennare il superfluo e sottrarsi a una dipendenza finanziaria onerosa. Ecco, a livello politico quindi è possibile cambiare le cose, cioè è possibile cambiare strada, è possibile cambiare strategia.

Io parlo agli imprenditori, imprenditori che mi seguono da tempo: non state a dormire, contattatemi dal sito www.valeriomalvezzi.it, ci sono liste d’attesa oggi di circa tre mesi per un appuntamento di un’ora. Quindi, cambiare si può, ma bisogna averne voglia.

Allora, mentre i Paesi mancano di voglia laddove manca la forza politica – per esempio l’Italia è ancorata a una gestione folle del PNRR che non dà alcun beneficio reale – voi imprenditori in casa vostra avete ancora la possibilità di cambiare la direzione della vostra azienda.

Malvezzi Quotidiani – L’Economia Umanistica spiegata bene con Valerio Malvezzi