La follia che l’UE pensa di introdurre sulle auto entro il 2030

E adesso l’Unione Europea sta pensando seriamente alla possibilità di introdurre auto che frenano automaticamente quando il conducente supera il limite di velocità previsto. Si tratta, con tutta evidenza, dell’ennesima inutile follia dell’Unione Europea, treno in corsa verso l’abisso senza frenate automatiche annesse. Più precisamente, l’Unione Europea figura oggi come una grigia tecnocrazia depressiva e repressiva che ha comportato una riorganizzazione verticistica del capitalismo, dopo il 1989, nello spazio del vecchio continente europeo.

La deriva dell’Unione Europea prosegue implacabile. Dopo le bottiglie con il tappo che non si stacca, ora è la volta della mirabolante auto che frena automaticamente. Incapace di affrontare le questioni sociali che stanno dilaniando l’Europa e che anzi contribuisce in ogni momento ad acuire con il suo impianto saldamente neoliberale, l’Unione Europea si occupa soltanto di bagatelle che, a un’attenta analisi, non risultano solamente inutili, ma, di più, tali da complicare la già complicata vita dei cittadini, meglio, dei sudditi europei.

L’inferno chiamato Unione Europea

Se volessimo avventurarci a prospettare una semplicissima ma pertinente definizione dell’Unione Europea, potremmo verosimilmente etichettarla come quella realtà che ha costretto gli Stati che ad essa hanno sciaguratamente aderito ad affrontare una mole immensa di problemi che non avevano prima di entrare nell’inferno pudicamente chiamato Unione Europea. Inferno che, in maniera incontrovertibile, rappresenta non già la realizzazione del nobile ideale di Kant dell’Europa unita, ma il suo più esiziale pervertimento nella forma orwelliana di un incubo tecnocratico e ultracapitalistico.

Salvarsi dall’euro, prima che sia troppo tardi

L’abbiamo ribadito infinite volte e vogliamo farlo anche ora, anche a costo di risultare ridondanti: l’Unione Europea non è la soluzione, l’Unione Europea è il problema. Indi per cui non si tratta di salvare l’euro e l’Unione Europea, come disinvoltamente ebbe a dire l’euroinomane Mario Draghi. Si tratta semmai di salvarsi dall’euro e dall’Unione Europea prima che sia troppo tardi e prima che abbia inizio la notte che non conosce mattino.

Ecco perché l’Unione Europea appare ogni giorno più sideralmente distante dai bisogni concreti delle masse nazionali popolari, da quello che talvolta in maniera semplicistica chiamiamo popolo. L’Unione Europea ha scavato un abisso tra la power elite dominante in alto e le sofferenti masse nazionali popolari, il popolo degli abissi, in basso.

RadioAttività, Lampi del Pensiero Quotidiano | Con Diego Fusaro