Nei giorni scorsi è morto Francesco Guccini all’età di 86 anni. Con lui se ne va uno dei più grandi cantautori italiani di ogni tempo. È impossibile non celebrarne la grandezza artistica, così come si è espressa in raffinatissimi pezzi densi di pensiero pensante, come ad esempio, per menzionarne due soltanto, Cyrano o Don Chisciotte. Il Guccini cantautore ha magnificamente espresso quello spirito di scissione messo a tema da Antonio Gramsci nei Quaderni del carcere, voglio dire la capacità di prendere criticamente posizione contro il proprio tempo storico e contro le contraddizioni che lo infettano. Il brano di Guccini Dio è morto rappresenta, tra gli altri, un capolavoro di riflessione in musica, mettendo magnificamente a tema la morte di Dio come cifra del nostro tempo, senza però negare la necessaria speranza in una rinascenza di Dio e della fede nell’ideale.
Il cantautore che ha negato il proprio passato anticonformista
Diverso, tuttavia, deve essere il discorso intorno alle posizioni prese più recentemente da Guccini. Negando integralmente il proprio passato anticonformista, il cantautore emiliano si è gradualmente allineato all’ordine simbolico dominante, arruolandosi per così dire nelle fila dei tanti cantori dello status quo. Basterebbe, a tal riguardo, fare menzione delle sue dichiarazioni contro la Russia e contro Putin. Guccini si avventurò addirittura a sostenere di essere sempre stato contro l’Unione Sovietica e addirittura magnificò le piazze che si radunarono a favore del riarmo dell’Europa. Per non tacere poi delle posizioni assunte dal Guccini nel triste tempo dell’emergenza epidemica, allorché il cantautore difese le misure governative e celebrò le benedizioni di massa con il Santissimo Siero.
Dal Guccini anticonformista al Guccini allineato: una traiettoria condivisa
Insomma, secondo una traiettoria che, invero, lo rende simile a molti altri artisti, il Guccini è gradualmente passato al campo che un tempo criticava in maniera asperrima. Sicché celebriamo il cantautore Guccini non potendo non criticare le sue più recenti posizioni allineate allo status quo. Questo è il tema che bisogna mettere oggi in discussione. È giusto, doveroso ricordare la grandezza del cantautore Guccini e sarebbe ingeneroso non farlo, ma al tempo stesso, per amor di verità, bisogna anche criticare le ultime posizioni prese dal Guccini che non soltanto sono generalmente criticabili, ma che ci paiono entrare in collisione con tutta la sua produzione precedente, come se il Guccini anticonformista delle origini fosse trapassato contraddittoriamente in un Guccini conformista e allineato all’ordine dominante.










