Condizionatore acceso di notte? Duranti risponde a Tozzi: “Non butto il bambino con l’acqua sporca”

Il caldo estivo riaccende ogni anno lo stesso dibattito: da un lato l’allarme sulle temperature record, dall’altro la critica all’uso “eccessivo” dei condizionatori, spesso accesi anche di notte. Un tema toccato in trasmissione a partire da un’osservazione di Mario Tozzi, che ha acceso il confronto tra i conduttori.

Fabio Duranti concorda in parte con la critica di Tozzi, ma la ridimensiona subito: “Leggevo sui giornali l’altro giorno che le persone tengono accesi i condizionatori anche di notte, il che trovo sia una follia totale, oltre che un consumo stupido di energia”. Per lui, però, il problema riguarda pochi giorni l’anno, non l’intera estate: “Io parlo di quei 4-5 giorni, come tutti gli anni da che io conosco, da che vivo, e ci sono 4-5 giorni di afa pesante. Poi basta”. Il resto, aggiunge, è amplificazione mediatica: “Serve a fare click, serve a fare vendere giornali, aprire dibattiti, menarsela in televisione”.

Cosa è cambiato? I ritmi

Duranti rivendica un uso moderato del climatizzatore, sostenuto dal proprio impianto fotovoltaico: “Capita di dover accendere in casa nelle giornate veramente torride alle 11 del mattino, ma lo spegni alle 4-5 del pomeriggio”. E allarga il discorso all’arretratezza infrastrutturale italiana, ricordando modelli esteri che permettono anche a chi non ha un terreno di produrre energia da remoto: “Una cosa che qui da noi non gli è neanche passato per la mente di fare.”

Ma c’è un ulteriore elemento che in ogni dibattito oggi non viene menzionato: un tempo il condizionatore era un lusso raro, “era proprio un lusso avere anche solo vederlo passare”, eppure si viveva lo stesso, con ritmi meno frenetici. Oggi sono la frenesia stessa e i ritmi di lavoro a rendere il climatizzatore quasi necessario: “Non abbiamo più il tempo per rilassarci, per riposare”.

Nel video l’intervento completo.