Marine Le Pen è stata condannata in appello a tre anni di carcere e un anno con bracciale elettronico. Ma la Corte riduce l’ineleggibilità a 15 mesi effettivi: potrà correre per l’Eliseo nel 2027. La decisione della Corte d’appello di Parigi riapre la partita presidenziale francese.

La vicenda riguarda il caso dei finti assistenti parlamentari europei del Front National (oggi Rassemblement National), per cui Marine Le Pen era già stata condannata in primo grado nel marzo 2025 a quattro anni (di cui due effettivi) e a cinque anni di ineleggibilità immediata, pena che le avrebbe impedito di candidarsi alle presidenziali del 2027. La Corte d’appello di Parigi ha oggi confermato la sua colpevolezza per detournement de fonds publics, ma ha rimodulato la sanzione: la pena detentiva scende a tre anni (due con sospensione condizionale, uno effettivo con misura alternativa), mentre l’ineleggibilità passa a 45 mesi, di cui 30 sospesi — riducendo così a 15 mesi il periodo realmente vincolante. Questa riduzione riapre di fatto la strada a una sua candidatura all’Eliseo. Insieme a lei sono stati giudicati in appello altri dieci quadri storici del partito, tra cui Nicolas Bay e Louis Aliot, e la formazione politica stessa come persona giuridica. Marine Le Pen ha ora la facoltà di presentare ricorso in Cassazione.

La sentenza del 7 luglio 2026 è una condanna in appello, non ancora definitiva, Le Pen ha ora 10 giorni di tempo per presentare ricorso in Cassazione.
Se non presenta ricorso entro il termine, la condanna diventa definitiva e la pena di ineleggibilità (15 mesi effettivi) scatta a tutti gli effetti.
Se invece presenta ricorso, il pourvoi in Cassazione ha effetto sospensivo: questo significa che, nell’attesa della decisione della Cassazione, Marine Le Pen resterebbe eleggibile e potrebbe formalmente presentare la propria candidatura.
Il procuratore generale presso la Cassazione ha già indicato che un eventuale ricorso verrebbe esaminato prima delle presidenziali del 2027, proprio per sciogliere l’incertezza in tempo utile.
La Cassazione, va ricordato, potrebbe sia respingere il ricorso sia annullare la sentenza d’appello.
Quello che si è chiuso oggi è il secondo grado di giudizio, ma la partita legale — e con essa quella sulla sua candidabilità — resta aperta fino a un’eventuale pronuncia della Cassazione.

Quando ci saranno le presidenziali

Le elezioni presidenziali francesi sono state fissate ufficialmente per domenica 18 aprile 2027 (primo turno) e domenica 2 maggio 2027 (ballottaggio), con l’insediamento del nuovo presidente previsto per il 14 maggio 2027. Questa scelta, che concede una settimana in più di campagna elettorale rispetto all’ipotesi alternativa dell’11/25 aprile, era stata sostenuta anche dal Rassemblement National. Il calendario giudiziario resta quindi decisivo: i 10 giorni a disposizione di Marine Le Pen per un eventuale ricorso in Cassazione, seguiti dai tempi tecnici della Corte stessa — che ha già annunciato l’intenzione di pronunciarsi prima del voto — determineranno se la leader del RN potrà effettivamente presentare la propria candidatura all’Eliseo.

Due scenari

Sono due quindi le possibilità che decideranno la sua corsa all’Eliseo.
Se non presenta ricorso in Cassazione – ha 10 giorni di tempo – la condanna diventa definitiva, e a quel punto scatta anche la parte “ferma” della pena di ineleggibilità (15 mesi). Se questo periodo partisse da metà luglio 2026, si estenderebbe fino a ottobre 2027 — cioè oltre la data delle elezioni (18 aprile 2027). In questo scenario rischierebbe di non poter comunque candidarsi.
Se invece Le Pen presenta ricorso in Cassazione, il ricorso ha effetto sospensivo, quindi resterebbe eleggibile fino alla decisione della Cassazione. Il procuratore generale ha annunciato che l’esame avverrebbe prima del voto, quindi tutto dipenderebbe dall’esito di quel giudizio.