Nella scienza non esistono verità assolute: esistono solo teorie, continuamente verificate e aggiornate. Questo principio, introdotto da Galileo Galilei, resta valido ancora oggi. Ma cosa succede quando la medicina sembra tradire questa fiducia?
Negli ultimi giorni, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha ritirato dal mercato il levamisolo, farmaco utilizzato per decenni contro infezioni da parassiti. La motivazione è chiara: i benefici non superano più i rischi, inclusi possibili gravi danni neurologici anche dopo una singola dose.
Questo caso riaccende una domanda fondamentale: quanto possiamo fidarci della scienza e della medicina ufficiale? Per decenni, il levamisolo era considerato sicuro; ora, dopo anni di uso, emerge una realtà diversa. Non si tratta di errori isolati: il ritiro di farmaci storici dimostra quanto sia fragile la fiducia che abbiamo nella scienza e nelle istituzioni sanitarie.
Ed è proprio per questo che rimane cruciale un sano ed equo dibattito che, con il tempo, viene a mancare sempre in maniera più marcata. Fabio Duranti e Alberto Contri ne hanno discusso in diretta.
Fiducia e dibattito: il ruolo dei media
Il problema non è solo medico, ma anche comunicativo. La scienza si nutre del confronto: dibattiti aperti, critiche, revisioni. Quando il dibattito viene ignorato o silenziato, la fiducia pubblica vacilla. I media giocano un ruolo centrale in questo processo: ripetizione, pressione sociale e narrativa dominante possono rafforzare o minare la percezione della realtà scientifica.
Molti casi storici confermano questa dinamica: pensiamo a Luigi Di Bella, la cui ricerca sulle terapie oncologiche fu ostacolata e denigrata dai media ufficiali, o a Luc Montagnier, che in anni recenti sostenne posizioni critiche sulle origini dell’HIV e del SARS-CoV-2, spesso contestato ma con osservazioni scientifiche di rilievo.
La lezione del levamisolo
Il levamisolo ci insegna due cose: la scienza cambia idea (ciò che consideriamo certo oggi potrebbe essere smentito domani) e il dibattito salva vite (un confronto aperto, critico e trasparente può prevenire errori, ritardi e danni irreversibili).
In questo contesto, i cittadini devono esercitare un approccio critico: fidarsi della scienza non significa accettare tutto passivamente, ma comprendere che la verità materiale esiste solo quando è verificabile, osservabile e discussa.









