In casa Lazio la tensione resta alta e la protesta non si ferma. Dopo lo sciopero del tifo andato in scena in occasione della sfida contro il Genoa, la contestazione si ripeterà anche nella prossima gara contro l’Atalanta.
Il malcontento, che da tempo serpeggia sugli spalti dell’Olimpico, si è tradotto in un silenzio assordante durante l’ultimo impegno casalingo, dando luogo ad un clima ben lontano dal consueto calore che accompagna le partite interne della Lazio. Un segnale forte, indirizzato in maniera diretta alla società.
Al centro della polemica c’è la gestione del presidente Claudio Lotito, da anni figura divisiva nel panorama biancoceleste. Le critiche riguardano in particolare le strategie societarie e sportive, con una parte della tifoseria che chiede maggiore ambizione e un progetto tecnico capace di riportare stabilmente la squadra ai vertici del calcio italiano ed europeo.
La sfida contro l’Atalanta, snodo importante della stagione, sarà dunque accompagnata da un clima nuovamente teso. Resta da capire quale sarà l’impatto della protesta sull’ambiente e sulla squadra, chiamata a concentrarsi esclusivamente sul campo in un momento delicato del campionato.
La frattura tra una parte del tifo organizzato e la società, intanto, appare tutt’altro che ricomposta. E il prossimo appuntamento all’Olimpico rappresenterà solo un nuovo capitolo di una contestazione destinata a far discutere ancora a lungo.
Lazio, parla il responsabile del tifo organizzato della Curva Nord: “Ecco quando troneremo allo stadio”
Nel corso di Radio Radio Lo Sport è intervenuto Giovanni, responsabile del tifo organizzato della Curva Nord della Lazio, facendo chiarezza sulla posizione del gruppo in merito alla protesta in atto e al rapporto con squadra e società.
Il sostegno a Maurizio Sarri resta totale. “Stiamo vicini a Sarri incondizionatamente: è una persona che merita e ce lo ha dimostrato restando alla Lazio. È l’unico che oggi parla e non ha peli sulla lingua sulla gestione della società“, ha dichiarato Giovanni, sottolineando come l’allenatore rappresenti, agli occhi della Curva, una figura credibile e coerente in un momento delicato per l’ambiente biancoceleste.
Diverso il discorso per la squadra, alla quale viene chiesto un passo ulteriore, non solo sul piano delle prestazioni ma anche su quello dell’assunzione di responsabilità pubblica. “Ci aspettiamo molto di più dalla squadra: se ha bisogno del tifo deve uscire allo scoperto ed esporsi come ha fatto il mister. Abbiano coraggio e chiedano quello che deve fare la tifoseria“, ha aggiunto il rappresentante della Curva Nord, lasciando intendere che il ritorno sugli spalti non potrà prescindere da un segnale chiaro da parte del gruppo.
Sul fronte della contestazione, la linea appare netta. Qualora si creassero le condizioni per tornare allo stadio, la Curva è pronta a valutare “altre forme di contestazione“. In caso contrario, la decisione sarebbe già stata presa: “Altrimenti, abbiamo già deciso di restare fuori tutto il campionato, escluso il derby“.










