Il mondo multilaterale di un tempo è ormai quasi in via di scomparsa. L’intesa per esempio tra l’Italia e la Germania si consolida a Roma tra Meloni e il cancelliere Merz, puntando ad un asse che sembra scavalcare il primato francese nei rapporti con Berlino. Al centro dell’agenda sono stati sicuramente difesa e manifattura, pilastri ritenuti necessari per superare la comune palude socio-economica. Il Consiglio dell’Unione Europea mostra fermezza sui dazi, mentre Zelensky a Davos vira sull’adulazione di Trump per garantire futuri aiuti. L’analisi però descrive tutto sommato un’agonia strutturale, e cioè il lento tramonto degli Stati nazionali nati alla fine dei grandi imperi. L’ultimo grande impero è stato l’impero britannico, ora sembra giunto il momento dell’impero americano. Chissà, vedremo.
La crisi del multilateralismo e il caso Groenlandia evidenziano un diritto condiviso che ormai sembra giunto ad un capolinea storico. Le nazioni europee ormai sembra che siano schiacciate dal peso demografico e dai nuovi imperi: USA, Cina, Russia.
Il popolo morto
Io parlavo l’altro giorno con un amico che opera sul mercato americano, si occupa di borse, e mi dava una visione da italiano che vive i mercati esteri: l’Europa ormai viene considerata dai grandi potenti, per esempio dal mondo cinese, il popolo morto. Il problema noi oggi l’abbiamo nella demografia, del fatto che l’Unione Europea ha distrutto il welfare e distrutto la possibilità di fare figli, di creare nuove generazioni. Essersi piegati al potere finanziario ha creato una distruzione di tipo sociale. Il potere reale si sposta quindi verso la finanza immateriale, con capitali che superano abbondantemente i singoli PIL dei singoli Stati.
E allora in un ecosistema di tipo digitale e artificiale, voi capite che la rilevanza fisica degli spazi fisici territoriali scompare progressivamente. Quindi la cooperazione Roma-Berlino sembra un tentativo di resistenza politica alla fine di un intero ciclo. Il futuro probabilmente si gioca tra nuove coalizioni di volenterosi, board di pace trumpiano che sfida l’autorità dell’ONU, un mondo che sta andando veramente in direzioni poco chiare.
Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio Malvezzi










