Dopo le partenze di due pilastri come Guendouzi (direzione Fenerbahce) e Castellanos (destinazione West Ham), a poche ore dal match fondamentale dell’Olimpico contro il Como, in casa Lazio scoppia un’altra bomba: anche Alessio Romagnoli sarebbe vicino ai saluti.
Il destino del difensore centrale (e tifoso) biancozzurro è sempre meno definito, complice il deciso assalto dell’Al-Sadd guidato da Roberto Mancini. Il club qatariota avrebbe presentato una proposta molto allettante: un contratto triennale da 6 milioni di euro netti a stagione.
Nonostante l’attaccamento del centrale ai colori biancocelesti, le difficoltà legate al rinnovo del contratto, valido fino al 2027, stanno spingendo il giocatore e il suo entourage a valutare seriamente l’ipotesi di un trasferimento in Qatar.
“Oggi Romagnoli è un giocatore della Lazio. In questi anni non abbiamo avuto più contatti col club per capire se potesse chiudere la carriera qui. Oggi non vedo un futuro lungo per Alessio alla Lazio e ci guardiamo intorno. In Italia non vestirà altre maglie, se andrà via andrà all’estero. Per la Lazio, dopo il Milan, ha rifiutato proposte importanti”. Queste le parole dell’agente del calciatore, Enzo Raiola, ai microfoni di RAI Sport.
Nell’ultimo confronto tra il calciatore e il direttore sportivo Fabiani, è emerso come l’offerta attuale dell’Al-Sadd, pari a circa 8 milioni di euro, non sia ritenuta sufficiente dal presidente Claudio Lotito, che continua a chiedere almeno 15 milioni per autorizzare la cessione.
Lazio, le perplessità di Nando Orsi: “Via Romagnoli dopo Guendouzi e Castellanos? Che obiettivi ha la Lazio?”
In diretta su Radio Radio Mattino – Sport e News, Orsi ha espresso il suo punto di vista sulla vicenda.
“Ci vuole equilibrio. Non si può smantellare una squadra in questo modo. L’allenatore ha ragione ad arrabbiarsi. Se dopo Castellanos e Guendouzi va via un’altra certezza come Romagnoli, significa che la Lazio sta facendo un ripulisti generale senza reali ambizioni. Certo, se ti offrono 40 milioni diventa difficile dire no, ma sarebbe un ulteriore motivo di scontro tra la società e Sarri, che avrebbe le sue ragioni. È giusto che voglia allenare una squadra più competitiva”.
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