Juventus, Damascelli sbotta su Spalletti: “Non ha più lucidità!”

JUVENTUS SPALLETTI – Le assenze, il calendario fitto, una serata storta: le spiegazioni al 2-0 con cui il Genoa di De Rossi ha steso la Juventus non mancano, e lo stesso Spalletti, con otto indisponibili, ha rivendicato “credo di essere ancora io la persona giusta per questa squadra“. Eppure il quadro è un altro: 14 punti in nove giornate, ottavo posto, terza sconfitta in campionato e il Napoli di Allegri in arrivo domenica sera. Per Tony Damascelli, la crisi bianconera ha radici che le assenze non spiegano.

Un copione che si ripete

Il Ferraris non è un incidente isolato: prima del Genoa c’erano già stati i ko con Sassuolo e Lazio e il pareggio di Cagliari, e negli ultimi otto campionati solo la Juventus 2022/23, con 13 punti, aveva fatto peggio dopo nove turni. Dati che indeboliscono la tesi della serata storta e che Damascelli, ai nostri microfoni, ribalta in una lettura più severa:

“Non è che la Juventus improvvisamente ha giocato male o non si è presentata in campo. La squadra non si presenta a prescindere, poi episodicamente succede qualcosa“.

A pesare, prima ancora dei singoli interpreti, è la tenuta mentale del gruppo: a Marassi la squadra è finita sotto di due reti in ventotto minuti e, nonostante i cambi di Spalletti all’intervallo, non ha riaperto la partita. Le occasioni migliori sono arrivate solo nel finale, con la traversa di Koopmeiners su punizione.

La responsabilità di chi guida

Dal campo alla panchina il passo è breve, e il calendario non concede tempo: domenica sera arriva il Napoli allo Stadium, giovedì c’è la trasferta di Alkmaar in Europa League. Lo stesso allenatore, nel dopopartita, ha chiesto scusa ai tifosi e ammesso la scarsa intensità nei duelli. Per Damascelli la questione è già chiara: “Il vero problema è che si ripetono sempre gli stessi errori“.

Una diagnosi che allarga lo sguardo oltre il Genoa e investe la guida tecnica della squadra, con l’emergenza infortuni che da sola non basta a spiegare tutto. Il verdetto è senza appello: “La colpa di tutto questo è l’allenatore!“.

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