La BCE non fa sconti a nessuno (nemmeno quando potrebbe)

L’inflazione nell’eurozona ha segnato a giugno un forte rallentamento superiore alle attese, scendendo al 2,8% rispetto al 3,2% di maggio, contro una previsione del 3%. E anche l’inflazione cosiddetta “core” è calata al 2,4%, segnando un passo verso l’obiettivo assolutamente antiscientifico e così, diciamo, formale del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea.

La flessione è stata trainata ovviamente dalla riduzione dei costi energetici, che sono passati dall’incremento del 10,8% di maggio all’8,7% di giugno, grazie anche agli sviluppi positivi che si sono registrati in questo ultimo periodo tra maggio e giugno nelle dinamiche geopolitiche in Medio Oriente.

La BCE e il nodo dei tassi di interesse

I dati rassicuranti tuttavia stanno soltanto attenuando le pressioni sulla Banca Centrale Europea in vista della riunione di luglio, portando molti analisti a prevedere un mantenimento dei tassi di interesse che sono attualmente al 2,25%.

Insomma, nonostante il quadro più positivo del previsto, emergono delle divergenze significative tra gli stati membri di questa gabbia di matti che si chiama Unione Europea. E infatti gli investitori accolgono con favore l’allentamento delle tensioni sui prezzi, ma restano in attesa di capire se la Banca Centrale Europea procederà ad ulteriori aumenti dei tassi entro la fine dell’anno.

Per cui il ritorno dei prezzi del greggio verso dei livelli prebellici contribuisce a migliorare lo scenario macroeconomico complessivo e, in definitiva, possiamo dire che la dinamica inflazionistica sembra muoversi nella direzione corretta.

Le variabili esogene ed endogene per gli imprenditori

Oggi incontro ancora un nuovo imprenditore, un altro mi ha contattato ieri dal sito valeriomalvezzi.it. Ogni giorno ho imprenditori nuovi. Io non trovo imprenditori che mi chiamano e vogliono parlare della geopolitica o dell’inflazione, ma proprio mai.

Bisogna scindere le variabili strategiche, diciamo di tipo geopolitico o di tipo politico, dalle variabili strategiche di tipo imprenditoriale. Non confondete la strategia della vostra impresa con il rimanere passivi ad aspettare o sperare che la Banca Centrale Europea faccia o no il vostro interesse abbassando i tassi.

Non potete considerare le variabili esogene come il modo di vivere. Cominciate ad occuparvi delle variabili endogene, cioè di quello che potete fare voi come pianificazione strategica indipendentemente dal quadro politico che vi circonda.