L’analisi “scomoda” sul caso Fakir: “Hanno agito tutti secondo legge” | Dott.ssa Lucattini

Bologna, la morte di un uomo in stato di agitazione psicomotoria durante un intervento congiunto di forze dell’ordine e 118 riaccende il dibattito sulla gestione psichiatrica d’emergenza e sulla responsabilità politica nella comunicazione pubblica.

Il caso Fakir ha scosso nelle ultime ore la città di Bologna e il dibattito nazionale. Un uomo con disturbi psichiatrici, già noto ai servizi, è deceduto durante un intervento delle forze dell’ordine chiamate a gestire un episodio di agitazione psicomotoria in strada. Nelle ore successive, il sindaco di Bologna ha convocato una manifestazione pubblica prima che fossero completati gli accertamenti medico-legali, scatenando tensioni sfociate in scontri con decine di feriti.

Ai microfoni di Un Giorno Speciale, la psichiatra Adelia Lucattini ha inquadrato la vicenda con precisione clinica e istituzionale. Dal 2018, ha spiegato, «tutti i disturbi psichiatrici e comportamentali non sono una competenza sanitaria ma di ordine pubblico»: le forze dell’ordine intervengono per prime, immobilizzano il paziente agitato e attendono il 118, composto da infermieri — il medico a bordo dell’ambulanza, ha precisato, non è più previsto dalla legge salvo in unità speciali.

La procedura seguita a Bologna, secondo Lucattini, «corrisponde esattamente alla legge» vigente su tutto il territorio nazionale. Tuttavia la specialista ha sottolineato un elemento clinico cruciale spesso trascurato: i pazienti psichiatrici presentano fragilità fisiche specifiche — problemi cardiaci, respiratori, legati alle terapie farmacologiche — che rendono indispensabile un contenimento «un pochino più soft» per evitare complicazioni acute. L’inchiesta in corso dovrà chiarire le cause reali del decesso.

Sulla decisione del sindaco di indire una manifestazione prima degli esiti degli accertamenti, il conduttore Fabio Duranti si è detto «basito» e preoccupato per «la qualità della nostra classe politica che non ha neanche la sensibilità di un comune cittadino». Giorgio Bianchi ha parlato di «dibattito civile completamente dimenticato», aggiungendo che chi convoca una protesta senza elementi certi rischia di «incendiare gli animi» scaricando responsabilità su chi stava semplicemente applicando la legge.

Resta aperta la questione strutturale sollevata da Lucattini: l’Italia si trova in un interregno normativo sulla psichiatria territoriale, con i nuovi servizi previsti dalla riforma ancora in fase di costituzione. Un vuoto che, in situazioni di emergenza, può fare la differenza.