Tucker Carlson, ex conduttore di punta di Fox News e uno dei più influenti sostenitori di Donald Trump nel 2024, ha da tempo rotto pubblicamente con il presidente e con il Partito Repubblicano dopo l’intervento militare statunitense e israeliano contro l’Iran (iniziato a fine febbraio 2026). Carlson ha accusato ripetutamente Trump di aver tradito la promessa “America First” cedendo alle pressioni della lobby israeliana e dei neoconservatori. Ha definito “immorale” e “non leale agli Stati Uniti” il comportamento del partito e ha annunciato di non sostenerlo più alle elezioni e ha detto di voler contribuire alla nascita di un terzo partito. Così ha esordito nel Mishan Husain Show.

Le sue critiche all’influenza di Israele sulla politica estera americana gli sono valse accuse di antisemitismo da parte di detrattori.

Cosa ha detto Carlson

Carlson risponde direttamente alle accuse di slealtà rivoltegli da Trump e dal suo entourage.  «Trump è arrabbiato con me. Sono tutti arrabbiati con me. Mi chiamano antisemita… è semplicemente ridicolo».  Aggiunge di sentirsi isolato: «A questo punto non sarebbe bene che contattassi nessuno. Vengo visto come sleale».  Poi ribalta l’accusa: «Trump è stato sleale verso gli Stati Uniti, totalmente sleale. Ha tradito gli Stati Uniti con una potenza straniera. Quindi non sono io quello che è stato sleale».  Con queste parole Carlson difende la propria posizione e accusa Trump di aver anteposto gli interessi di un Paese estero a quelli americani. Il commento rafforza la frattura in corso nel mondo conservatore tra i fedelissimi di Trump e chi, come Carlson, rivendica una linea più rigorosa di non-interventismo.