Altro che ‘troll’: Donald Trump costretto a fare retrofront

Recentemente il senatore Claudio Borghi della Lega di Matteo Salvini ha commentato l’accordo finalmente trovato tra Iran e Stati Uniti asserendo testualmente che Trump ‘vi ha trollato tutti’. Sic, Trump vi ha trollato tutti. Il verbo trollare, proprio della neolingua contemporanea, vale come sinonimo di prendere in giro e gabellare.

Rapporti di forza

La tesi del Borghi, dunque, è quella in coerenza con la quale Trump ha preso in giro tutti, fingendo di voler portare il conflitto fino alle sue estreme conseguenze, per poi risolverlo, almeno provvisoriamente, mediante la tregua che si è raggiunta nei giorni scorsi. Apprezziamo indubbiamente lo sforzo ermeneutico particolarmente fantasioso e acrobatico del Borghi, ma ci pare francamente che, a conti fatti, le cose stiano decisamente altrimenti. La realtà è che Donald Trump è stato costretto dai rapporti di forza a scendere a più miti consigli, ben sapendo di non poter piegare l’Iran e di dover necessariamente scendere a patti con esso.

Come non mi stanco di ripetere ad nauseam, Washington pensava di chiudere la partita persiana in una settimana. Questa era la sua strategia. Se ne inferisce che la strategia è fallita miseramente e che attualmente Washington non ne ha più una, cosicché è ora costretta a muoversi scompostamente tra minacce e accordi repentini.

Per quel che riguarda le minacce, ebbene, Trump ha superato se stesso. È riuscito a dire in ordine sparso che i persiani sono animali, che l’Iran era pronto a essere ricondotto all’età della pietra, che era pronto lui stesso, Trump, a distruggere un’intera civiltà in una notte, e molte altre frasi demenziali di questo tenore, frasi che, lo sottolineiamo, rivelano soltanto la nequizia di Trump e la sua inadeguatezza. Per parte sua la Persia una strategia ce l’ha e la sta seguendo meticolosamente.

Strategie e risvolti

Detta strategia consiste in tre punti fondamentali che così voglio riassumere. In primo luogo, usare lo Stretto di Hormuz come arma di ricatto e di strangolamento per l’Europa. In secondo luogo, resistere a oltranza e a ogni costo contro il barbaro invasore, cioè contro Usraele, mostro bicefalo dell’imperialismo sans frontier. In terzo luogo, generare ad arte zizzania tra i membri del Patto Atlantico, come già sta accadendo con un’Europa che è costretta a essere al fianco di Washington, ma che comincia a muovere dubbi, perplessità e rimostranze di vario genere.

Insomma, Trump non ha trollato proprio nessuno, ma semmai, se proprio vogliamo adoperare a tutti i costi questo verbo disgustoso, ebbene Trump è stato trollato pesantemente dalla Persia.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro