Hanno recentemente fatto discutere ad abundantiam le severe e sferzanti parole di Gratteri rivolte contro coloro i quali al referendum sulla giustizia voteranno a favore del Sì. Infatti il Gratteri ha prodotto una divisione manichea e anche un poco caricaturale, diciamolo, tra quelli che votano no, definiti “gente perbene”, e quelli che invece votano sì, liquidati con parole non propriamente encomiastiche.
Premesso che il sottoscritto, pur senza eccessivi entusiasmi per la questione, voterà No, perché ritiene esiziale il passaggio della magistratura sotto un maggiore controllo da parte del governo, violando quindi i canoni della separazione dei poteri messa a tema da Montesquieu. Ebbene ciò chiarito, mi pare sempre sbagliato e fuorviante impostare la questione come ha fatto il Gratteri, creando schieramenti granitici e monolitici e con connotazioni generalissime. E’ vero, il Gratteri non ha detto che tutti quelli che votano sì sono persone non perbene. Ha detto però, questo sì, che le persone non perbene votano per il sì.
Ci sono regole nella retorica
Ora, mi pare un’impostazione francamente sbagliata, e lo dico socraticamente e senza vis polemica. Non solo perché, come ovvio, vi sono indubbiamente persone perbene e persone non perbene in entrambi gli schieramenti, cosa che già di per sé rende impossibile operare una divisione tanto netta e manichea come quella proposta dal Gratteri, in maniera radicale e, dirò di più, un poco approssimativa. Ma poi anche e soprattutto perché, come non mi stanco di ribadire ad nauseam, l’etica del discorso vorrebbe che le idee false si confutano mediante le idee vere e non con l’attacco ad personam. Attacco che, ça va sans dire, non prende nemmeno lontanamente in considerazione le idee ma si dirige sempre e solo contro le presunte pecche della persona attaccata.
Molto opportunamente i greci, nostri eterni maestri, dicevano che chi non è in grado di attaccare il carme allora attacca il poeta. Nel caso specifico, quello del referendum, poiché vi sono molti argomenti da portare contro il carme, non si capisce davvero perché si debba attaccare il poeta, abbassando in maniera piuttosto grossolana il già non altissimo, invero, livello della discussione in Italia anche su questo tema. Insomma, anziché attaccare chi vota per il Sì, si attacchino gli argomenti del Sì. E di elementi da criticare in effetti ve ne sono non pochi.
RadioAttività, Lampi del Pensiero Quotidiano | Con Diego Fusaro










