Nel caos geopolitico scatenato dagli attacchi USA e Israele in Iran, si è andato a formare un cono d’ombra in una regione fino a ieri su tutte le pagine. Dalla formale tregua di ottobre scorso, la stampa ha notevolmente ridotto la sua copertura nei confronti della situazione a Gaza. Il cessate il fuoco da allora è stato violato. Solo alcuni media, come Al Jazeera e Reuters, hanno raccontato nei mesi successivi di bombardamenti israeliani nella zona, e un’intensificazione delle operazioni in Cisgiordania. Ce lo spiega in diretta ai nostri microfoni anche Marc Innaro, corrispondente Rai di lungo corso, prima a Mosca poi a Il Cairo.
L’analisi di Marc Innaro
“La situazione del giornalismo nella parte occidentale del pianeta a trazione anglo-americana è in condizioni miserrime”, denuncia Innaro intervistato dal fotoreporter Giorgio Bianchi. “Il problema lo vediamo in maniera plastica con la vicenda iraniana, ma lo stiamo vedendo con la vicenda di Gaza e soprattutto lo vediamo con la vicenda della Cisgiordania, dove, nel silenzio generale, i coloni sionisti, stanno effettuando, ormai non da adesso ma da decenni, ma hanno intensificato negli ultimi tempi, dei veri e propri pogrom nei villaggi palestinesi che nulla hanno a che vedere con Hamas. Quindi non c’è alcun tipo di responsabilità di Hamas per quanto stanno facendo i coloni sionisti in Cisgiordania. Ma tutto questo avviene nel silenzio generale. Si sta praticamente dissanguando il boccone più succoso, più interessante per il momento per Israele, per il governo Netanyahu, che è la Cisgiordania”.
Ascolta l’intervento a Un Giorno Speciale.










