Sentito l’UE? Vogliono “sbloccare” i nostri risparmi in banca per investimenti

Il problema dell’economia dell’Unione Europea è che ha distrutto la domanda interna. Per crescere invece bisognerebbe aumentarla e anche, ovviamente, i salari per sostenerla. Invece, come ha detto ieri il presidente del Consiglio dell’Unione Costa, la priorità è sbloccare i fondi privati.

Che cosa significa?

Sbloccare i fondi privati significa dirottare delle risorse su investimenti che ovviamente sono investimenti, come tutti, a rischio. Ricordatevi che esiste una relazione lineare rischio-rendimento, per cui a maggior rendimento corrisponde maggiore rischio e viceversa. Non esistono, a differenza di quello che vi dicono sui social, degli strumenti finanziari privi di rischio, perché è vietato sostanzialmente non dalla legge ma dalla teoria della finanza. La Spagna in questo senso sta facendo da precursore.

Le parole del presidente del Consiglio dell’Unione Europea sulla necessità di sbloccare i fondi privati per finanziare le imprese europee sottintendono un concetto: il mercato finanziario attuale non funziona abbastanza bene. E preannuncia dei sistemi o dei disincentivi per orientare le scelte dei privati verso investimenti a rischio. Viene citato l’esempio della Spagna che già sta tentando di dirottare 1,2 miliardi di euro dai depositi bancari verso azioni e e verso fondi. Ora, la carenza degli investimenti deriva dalle politiche restrittive dell’Unione Europea che hanno depresso per oltre 25 anni la domanda interna, con dei consumi ridotti al lumicino.

Il vero problema

In questo scenario le imprese europee faticano a crescere competitive rispetto a giganti come la Cina o gli Stati Uniti che corrono al doppio della velocità europea. E anche gli eurobond vengono bocciati come una foglia di fico perché l’Unione Europea non ha un’autonomia fiscale e il debito ricadrebbe comunque sui contribuenti nazionali, i quali sono gli stessi che dovrebbero finanziare le imprese in questo sistema, andando a prendere nei conti bancari delle persone i soldi per portarli su investimenti a rischio.

A riguardo segnalo che il vero problema è l’educazione finanziaria delle persone, perché esiste un problema di gap di conoscenza in Italia di educazione finanziaria. A tal fine vi segnalo il libro di un amico, Beppe Ghisolfi, banchiere, che pubblica recentemente un libro dal titolo “Primi passi verso l’economia”, edizioni Aragno. Ecco, io credo che prima di portare milioni di persone a investire bisogna dare anche a loro la possibilità di capire come funzionano i mercati finanziari.

Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio Malvezzi