La Lazio strappa un pareggio pesante – e per certi versi inatteso – all’Allianz Stadium contro la Juventus. Un 2-2 che, però, alla luce dell’andamento della gara, rischia di lasciare più rimpianti che soddisfazione in casa biancoceleste.
La squadra di Maurizio Sarri colpisce allo scadere del primo tempo. Al 47′, Maldini ruba palla a Locatelli a centrocampo e serve Pedro sulla corsia mancina: lo spagnolo è glaciale nel battere Di Gregorio con un destro preciso. L’avvio di ripresa è ancora di marca laziale e al 48′ arriva il raddoppio: lancio lungo di Cataldi, Isaksen attacca la profondità e con un diagonale potente e alto supera nuovamente il portiere bianconero.
Sotto di due reti, la Juventus reagisce con orgoglio e intensità. Il forcing dei padroni di casa si concretizza al 59′: cross morbido di Cambiaso dalla sinistra, McKennie prende il tempo alla difesa e di testa batte Provedel, riaprendo la partita.
I bianconeri aumentano la pressione alla ricerca del pareggio, ma la Lazio ha anche l’occasione per chiudere definitivamente i conti. All’86′ una ripartenza fulminea culmina con Noslin tutto solo davanti a Di Gregorio: l’olandese, però, spreca clamorosamente, calciando alto.
Il calcio non perdona e la regola è antica quanto il gioco stesso: gol sbagliato, gol subito. Al 96′, dopo un assalto prolungato, la Juventus trova il 2-2. Boga pennella un cross perfetto dalla sinistra, Kalulu svetta in area e di testa supera Provedel, facendo esplodere lo stadio.
Lazio, tra rimpianti e sogni ancora vivi
Per come si era sviluppata la gara – doppio vantaggio e occasioni per il colpo del ko – il pareggio lascia l’amaro in bocca alla Lazio. Sarri torna dal suo ex stadio con un solo punto e una classifica che vede i biancocelesti fermi all’ottavo posto a quota 33.
Ora l’attenzione si sposta sulla Coppa Italia: la sfida contro il Bologna rappresenta un crocevia decisivo della stagione. Vincere significherebbe alimentare il sogno di un trofeo e della qualificazione diretta all’Europa League; perdere, invece, rischierebbe di chiudere anzitempo – già a inizio febbraio – una stagione fin qui al di sotto delle aspettative.
Vocalelli: “Questa partite mi preoccupano: ecco perché”
Nel corso di Radio Radio Lo Sport il commento di Alessandro Vocalelli accende nuovamente il dibattito in studio. Il giornalista, pur riconoscendo i meriti della Lazio vista a Torino, sceglie di assumere il ruolo del “guastafeste”.
“La partita è stata tatticamente perfetta e c’è stato un grande spirito di squadra – spiega Vocalelli – ma io sogno una Lazio che non sia cosciente dei propri limiti e delle proprie debolezze. Per 45 minuti ha giocato chiusa in difesa, come in un fortino. Vorrei invece una squadra consapevole delle proprie qualità, capace di andare a Torino a giocare una partita diversa. Mi auguro che questo accada in futuro“.
Un’analisi che si fa ancora più critica nel passaggio successivo: “Da una parte esco preoccupato. Queste sono partite “di cuore”, che solitamente giocano squadre come Lecce o Udinese. Non vorrei abituarmi a una Lazio fatta solo di cuore o solo di grinta“.
Parole che non passano inosservate e che fanno esplodere, ancora una volta, lo scontro in diretta con Franco Melli e Luigi Salomone.










