Mucchi e mucchietti di neve ai bordi del rettangolo di gioco; il pubblico locale orgoglioso come da programma, un avversario non più sottovalutabile dopo i vari incroci con le italiane.
Allo stadio “Aspmyra” di Bødo l’Inter di Chivu, oltre a mettere in ghiaccio lo strascico polemico post – Juventus, avrebbe dovuto cominciare a “sistemare” la pratica della qualificazione. A rivelarsi ben sistemato, con dimostrazioni di crescente intensità, è stato invece il Bødo Glimt, che in più occasioni si è avvalso della cortese collaborazione della fase difensiva interista.
Se meritato era stato il pareggio di Esposito – al netto delle fumisterie regolamentari – ancora di più lo sono state la seconda e la terza rete dei norvegesi: per l’aggressione sistematica degli spazi, i movimenti a orologeria, la facilità del fraseggio.
Si varca il confine nazionale, cambiano gli aggettivi. Quantomeno si ridimensionano, perché l’Inter a tratti ci è sembrata efficace, ma mai dominante come nella maggior parte delle gare della nostra Serie A.
Sull’erba finta, un dominio autentico degli uomini di Knutsen, alla fine. Nel frattempo, Chivu ne aveva cambiati tanti, senza mai cambiare del tutto l’inerzia della gara, fino alla fine.
Paolo Marcacci









