Momenti di fortissima tensione durante Cremonese-Inter. Il derby lombardo è stato segnato infatti da un grave episodio avvenuto a inizio secondo tempo. Al quarto minuto della ripresa, dal settore ospiti occupato dai tifosi nerazzurri, è stato lanciato in campo un petardo, esploso a pochissimi centimetri da Emil Audero, portiere della Cremonese ed ex Inter.
L’esplosione ha colto di sorpresa Audero, che è caduto a terra stordito. Immediato l’intervento dello staff medico, con giocatori di entrambe le squadre accorsi per sincerarsi delle sue condizioni. Tra i primi a raggiungerlo anche Dimarco e Lautaro Martinez, che si sono girati increduli verso lo spicchio dei propri tifosi, allargando le braccia in segno di protesta. Stessa reazione anche da parte dell’allenatore Cristian Chivu, che ha più volte invitato alla calma.
Dopo alcuni minuti di apprensione, Audero si è rialzato. Il portiere ha inizialmente segnalato all’arbitro un fastidio all’orecchio destro. Ma dopo le cure ha deciso di proseguire la partita, portandola a termine con grande professionalità e sportività. Un gesto determinante che ha permesso al match di continuare regolarmente. Una volta in piedi, anche Audero si è rivolto al settore ospiti, allargando le braccia quasi a chiedere il perché di quel gesto, arrivato proprio dai tifosi della squadra in cui aveva militato in passato.
Audero, Cremonese-Inter |Tifoso identificato e decisione del Giudice Sportivo
Nel frattempo sono emersi dettagli inquietanti sull’autore del lancio. Il tifoso responsabile è stato identificato: secondo le prime ricostruzioni non apparterrebbe al tifo organizzato nerazzurro e si tratterebbe di un gesto isolato. L’uomo avrebbe lanciato un primo petardo in campo, quello esploso vicino ad Audero, mentre un secondo ordigno gli sarebbe scoppiato in mano, provocandogli la perdita di tre dita. Alcuni esponenti della curva nerazzurra avrebbero tentato di aggredirlo prima che venisse allontanato e caricato in ambulanza. Attualmente il tifoso si trova in ospedale e, una volta dimesso, sarà prelevato dalle forze dell’ordine.
Sull’episodio è intervenuto anche l’amministratore delegato dell’Inter, Giuseppe Marotta, ai microfoni di Sky Sport:
«Sono situazioni che non ho mai vissuto, nonostante tanti anni di esperienza nel calcio. Condanniamo e stigmatizziamo questo gesto insulso, clamoroso dal punto di vista dell’antisportività. Le autorità stanno già facendo le loro indagini, potrebbe essere un gesto isolato, ma aspettiamo prima di esprimere ulteriori pareri. Quello che ho detto penso rappresenti il pensiero di tutti i tifosi dell’Inter. Ringrazio la professionalità di Audero: è grazie a lui se la partita è potuta arrivare fino alla fine».
Ora la palla passa al Giudice Sportivo, chiamato a valutare l’accaduto e stabilire le eventuali sanzioni disciplinari. Le ipotesi vanno da una multa fino alla possibile chiusura di settori dello stadio o a provvedimenti relativi alle prossime trasferte. La decisione arriverà dopo l’ultima partita del turno, in programma martedì.
Va sottolineato che lo scenario sarebbe stato molto diverso se Audero fosse stato costretto a uscire dal campo: in quel caso l’Inter avrebbe rischiato la sconfitta per 0-3 a tavolino. Tema, che in diretta su Radio Radio Mattino – Sport e News, ha acceso il dibattito mediatico e le parole di Tony Damascelli.
“Per me l’Inter doveva subire la sconfitta per 3-0 a tavolino. Ma il Marchese del Grillo vince sempre, anche nel calcio… Sono sicuro che con altre squadre si sarebbero presi già certi provvedimenti! Qui al massimo ci sarà la solita multa per il club“
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