Quello che devi sapere prima di prendere un mutuo ▷ “Occhio: la banca non ve ne farà parola”

Entri in banca con il sogno della casa perfetta, ma ne esci con un mutuo che ti lega per 30 anni come una palla al piede. Non è fantascienza: succede ogni giorno a migliaia di italiani. Quando va bene.
Prima di firmare, devi sapere cosa ti aspetta davvero, perché la banca non è tua amica né tua nemica: è un business. Ecco una guida semplice e completa per non farti fregare.

Prima di tutto, capisci quanto puoi permetterti. Un mutuo non è solo la rata mensile: considera che non deve superare il 30-35% del tuo reddito netto. Se guadagni 2.000 euro al mese, la rata max è intorno ai 600-700 euro. Usa un calcolatore online (ce ne sono gratis su siti come MutuiOnline o Facile.it) per simulare: inserisci importo desiderato, durata (15-30 anni) e tasso (fisso o variabile). Non dimenticare le spese extra: notaio (1.500-3.000 euro), perizia (300-500 euro), imposte (2-3% del mutuo) e assicurazione obbligatoria su vita e scoppio (200-500 euro/anno). In totale, aggiungi il 4-5% all’importo finanziato.
Pensa al tuo futuro: se hai figli, un lavoro instabile o piani di pensione, opta per un tasso fisso per evitare sorprese con l’Euribor che sale. Controlla il tuo punteggio creditizio (Crif o Experian): se hai ritardi passati, la banca potrebbe rifiutarti o alzarti i tassi.

Esistono due grandi famiglie. Il mutuo a tasso fisso ti dà una rata identica per tutta la durata: paghi di più all’inizio, ma dormi sonni tranquilli. Ideale se vuoi certezze. Quello a tasso variabile segue l’indice Euribor: rata bassa ora (intorno al 2-3% nel 2026), ma può schizzare al 5-6% in crisi. C’è anche il misto, che parte fisso e poi varia.
Durata: più lunga (25-30 anni), rata più bassa ma interessi totali enormi (fino al doppio). Breve (10-15 anni), paghi meno interessi ma rata alta. Esempio: 200.000 euro a tasso fisso 3,5% su 20 anni = rata 1.160 euro, totale restituito 278.000 euro. Su 30 anni, rata 898 euro ma totale 323.000 euro.

La banca vuole prove della tua solidità. Porta: documento d’identità, codice fiscale, CUD o busta paga ultimi 3 mesi, dichiarazione redditi, estratto conto ultimi 6 mesi, visura camerale se autonomo. Per la casa: atto di provenienza, planimetria, certificato energetica e visura ipotecaria. Devi avere un anticipo del 10-30% (legge richiede almeno 10% per prima casa), LTV (loan-to-value) sotto il 100%.
Età conta: massimo 75-80 anni alla fine del mutuo. Se sei giovane, sfrutta il Fondo Prima Casa Garanzia Giovani (garantisce fino all’80% per under 36).

Cosa la Banca Deve Dirti per Legge

La normativa europea (Direttiva Mortgage Credit 2014, recepita in Italia con TUB art. 128-quater) obbliga la banca a trasparenza. Deve darti un Foglio Informativo Europeo Standardizzato (IES), con TAEG (tasso annuo effettivo globale: include interessi, spese, assicurazioni), importo totale dovuto, rata, piano di ammortamento. Confronta TAEG tra banche: è il vero costo.
Prima di firmare, hai 7 giorni per recedere senza penali. La banca deve simulare scenari stress (es. +2% sui tassi) e dirti rischi. Per legge, non può spingerti a un mutuo insostenibile.

Cosa la Banca NON È Tenuta a Dire

Qui sta il tranello: la banca non è tua consulente finanziaria. Non ti dice se puoi fare meglio altrove (confronto online è tuo compito). Non ti avvisa se il TAEG “basso” nasconde commissioni fisse alte (istruttoria 1-2%, perizia, penale estinzione 1-3% primi 5 anni). Non ti spiega che l’assicurazione è opzionale ma “caldamente consigliata” (e gonfia il costo del 20-30%).
Non prevede il tuo futuro: se perdi il lavoro, sei tu a dover rinegoziare (moratoria o sospensione rata, ma non automatica). Non ti parla di alternative come leasing o affitto con riscatto. E se sei over 50, non ti dice che i tassi sono più alti per “rischio longevità”.