Il Parlamento Europeo ha approvato oggi a Strasburgo un prestito di 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina per coprire le esigenze del biennio 2026-2027. Il voto, tenutosi intorno a mezzogiorno durante la sessione plenaria, ha registrato 473 voti favorevoli, 140 contrari e 32 astenuti.
Il pacchetto include 60 miliardi destinati a supporto militare – acquisto di armi, munizioni e rafforzamento delle capacità difensive – e 30 miliardi per sostegno macroeconomico, ovvero per far fronte a spese correnti dello Stato come stipendi pubblici, pensioni e servizi essenziali. L’Unione emetterà debito sui mercati finanziari per finanziare l’operazione, con garanzia dal bilancio UE e copertura degli interessi a carico dell’Unione stessa. Per l’Ucraina il prestito è a costo zero o molto basso fino al rimborso. Il rimborso è condizionato: avverrà solo in caso di risarcimenti ottenuti dalla Russia per i danni della guerra.
Gli asset russi congelati (circa 210 miliardi di euro, prevalentemente in Belgio) restano bloccati e potrebbero essere usati in futuro come leva per il recupero, ma non sono stati impiegati direttamente in questo pacchetto. L’UE ha scelto questa via dopo che proposte più dirette sull’uso degli asset hanno incontrato resistenze, tra cui dal Belgio per rischi legali e dall’Ungheria su meccanismi alternativi.
Il provvedimento segue l’accordo politico del Consiglio europeo di dicembre 2025 e l’intesa sul quadro giuridico raggiunta il 4 febbraio. È stato accelerato con procedura d’urgenza per evitare che i fondi scarseggino già da aprile. Dal 2022 a fine 2025 l’UE ha erogato circa 193 miliardi in aiuti totali; con questo nuovo impegno il monte sale a 283 miliardi circa, esclusi interessi futuri. Il voto riflette una maggioranza ampia tra i gruppi principali, mentre opposizioni sono venute da alcune forze politiche che criticano l’impatto sul bilancio UE e l’indebitamento comune. Il testo passerà ora alla fase finale di attuazione.
I voti dei parlamentari italiani
Hanno votato Sì:
ECR (Fratelli d’Italia): Berlato, Cavedagna, Ciccioli, Ciriani, Crosetto, Fidanza, Fiocchi, Gambino, Gemma, Inselvini, Magoni, Mantovani, Milazzo, Nesci, Picaro, Polato, Procaccini, Razza, Sberna, Torselli, Ventola, Vivaldini
PPE (Forza Italia): Chinnici, De Meo, Dorfmann (Südtiroler Volkspartei), Falcone, Moratti, Princi, Salini, Tosi
S&D (PD): Annunziata, Benifei, Bonaccini, Corrado, Gori, Gualmini, Laureti, Lupo, Maran, Moretti, Nardella, Picierno, Ricci, Ruotolo, Strada, Tinagli, Topo, Zan, Zingaretti
Hanno votato No:
NI : Vannacci (Futuro Nazionale)
PfE (Lega): Borchia, Ceccardi, Cisint, Patriciello, Sardone, Stancanelli, Tovaglieri
The Left (M5S): Antoci, Della Valle, Furore, Lucano (Avs), Morace, Palmisano, Tridico










